Avevamo tutti apprezzato l’intesa raggiunta tra la Diocesi di Sessa Aurunca e l’Amministrazione Comunale sulla “cessione” a titolo gratuito della Chiesa dell’Annunziata e delle pertinenze (immobile Ex Eca).
Purtroppo, la Corte dei Conti rispondendo al Comune di Sessa Aurunca sul Parere in ordine all’ istanza formalizzata dalla Diocesi di Sessa Aurunca di acquisizione in proprietà, nella formula della cessione a titolo gratuito dei beni, ha richiamato la nostra Amministrazione sulla non congruità della procedura adottata.
Difatti nel parere, in conclusione,  la Corte dei Conti ha sottolienato:  ” Gli enti locali sono chiamati in primo luogo osservare la disciplina del demanio culturale sopra ricostruita, specie sotto il profilo dei vincoli di inalienabilità (art. 822, 2° comma, c.c. e D.lgs. n. 42/2004); ove il bene non vi rientri o, comunque, ne sia stato sottratto secondo legittime procedure, in base alle sue caratteristiche concrete, gli atti di disposizione di tali beni devono rispettare i limiti sopra richiamati, sotto il profilo procedurale e sostanziale, in particolare sotto il profilo dei vincoli di destinazione.
Sul piano negoziale astrattamente considerato, per i medesimi enti, è presunta l’incompatibilità degli atti a titolo gratuito con la disciplina legale a presidio dell’esercizio della discrezionalità di spesa e negoziale degli enti pubblici.
Per quanto attiene alla permuta, oltre al rispetto delle norme in materia di alienazioni, l’ente, onde evitare un surrettizio depauperamento del patrimonio pubblico, dovrà far precedere la stessa da un’adeguata stima degli immobili permutandi e da una rigorosa verifica della destinabilità dell’immobile sostitutivo alla pubblica utilità P.Q.M.  fermo restando quanto precisato sulla parziale inammissibilità oggettiva, nelle considerazioni esposte è il parere della Sezione.
In Consiglio Comunale il Consigliere Crispino Marino aveva sollevato il dubbio, indipendentemente dal merito, sulla procedura adottata che appariva insufficiente.
Restiamo del parere che tali beni debbano  assolutamente rientrare nella disponibilità della Diocesi, che potrà finalmente ristrutturarli e renderli fruibili in ogni versante. E ci auguriamo che la prossima volta l’Amministrazione Comunale sia più attenta alle procedure da adottare per non incorrere in questi spiacevoli inconvenienti.
Generazione Aurunca
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