Quella che vi andremo a raccontare è una storia d’amore di altri tempi, come spesso rivediamo nei film americani degli anni ‘50 in bianco e nero.

Un omaggio che la redazione di Generazione Aurunca ha voluto fare al nostro amico Alberto Verrengia ed in onore della visita, di questi giorni, della Nave Scuola della Marina Militare Italiana Amerigo Vespucci. La più bella imbarcazione del mondo è transitata dalle nostre coste ed è giunta nella vicina Gaeta nelle scorse ore di questo Giugno 2022.

Questa storia così unica, nasce tra i vicoletti della frazione di Carano di Sessa Aurunca, dove era cresciuto il giovane Lorenzo Verrengia (per gli amici Renzo), insieme al caro amico Giulio Giacomo Megale, che anni dopo diverrà un affermato Avvocato. Renzo crebbe con la passione della Marina Militare, ma le motivazioni familiari un po’ conservatrici, imposero che in primis, il rampollo doveva laurearsi, visto che ogni famiglia, soprattutto di Carano, città di professionisti, investiva risparmi e speranze nell’Università. E così Lorenzo Verrengia terminò prontamente gli studi in Medicina a Napoli.

Quel desiderio immenso, però, non fu mai abbandonato e Renzo appena dopo la laurea, decise, contro tutto e tutti, di entrare in Marina ed imbarcarsi come ufficiale.

Nei primi anni sessanta, egli iniziò la sua carriera militare come Tenente Medico su vari mezzi marini da guerra, finchè non capitò un evento eccezionale che cambiò drasticamente la sua vita ed il suo futuro.

Renzo conobbe un Generale che lo prese in grande simpatia, per il suo carattere gioviale e la preparazione sanitaria premiandolo con un privilegio che era riservato a pochissimi (oggi come ieri): il giovane caranese fu imbarcato sulla Nave Scuola Amerigo Vespucci, tra i primi e pochi del nostro Territorio.

Era il 1963/64 e fu una esperienza meravigliosa che gli permise di girare in lungo e largo per l’Europa, conoscere capitali, porti e culture di ogni sorta. Nel 1965, però, accadde qualcosa di imprevedibile.

La Vespucci sbarcò nell’importante porto spagnolo di Cadiz (Cadice), città antica di origine fenicia ponte culturale e strategico tra l’Oceano Atlantico ed il Mar Mediterraneo.

Qui, come accadeva in ogni porto, si organizzavano manifestazioni ed eventi di benvenuto all’imbarcazione italiana, ove tutti accorrevano per ammirarla e fotografarla come avviene ancor oggi.

Quella sera, si organizzò un evento festoso presso il Circolo Nautico Gaditano con gli Ufficiali della Marina Italiana, tra cui c’era anche il nostro Renzo. Tra gli invitati del Club nautico c’erano anche tutte le autorità spagnole di Cadiz, dal Sindaco al Vescovo e chiaramente le Autorità di Polizia e Militari.

Il Commissario della Polizia dell’epoca della città spagnola, era Diego Muñoz Rosado, poliziotto di grande esperienza e tifoso appassionato del Real Madrid e di cui fu uno dei primi abbonati allo Stadio Bernabeu. Era il Luglio del 1965 e quel giorno il Commissario Muñoz non era in vena di passare una serata festiva in compagnia dei militari della Vespucci, forse qualche partita del grande Real o forse la stanchezza di una dura giornata di lavoro. Diego invitò la figlia Josefa Victoria (Pepita per gli amici), affermata ginnasta oltre che ballerina di danze folkloristiche andaluse a prendere il suo posto, ampliando l’invito all’amica Paca Briseño. Le giovani ragazze iberiche non si fecero pregare, visto che al Club nautico c’era buona musica e si ballava.

E qui intervenne il felpato “Dio Cupido”, difatti durante la festa, il giovane Renzo, fino allora attratto dalle bellezze casarecce dei nostri territori, restò ammaliato dalla bellezza raffinata di Josefa Victoria e da buon marpione italiano tentò l’approccio utilizzando la sua arma vincente: la simpatia.

Beh certo, Renzo non era bellissimo rispetto ai tanti aitanti ufficiali italiani della Vespucci, ma aveva il dono della socievolezza e della giovialità.

Non bastò: Josefa Victoria ebbe una simpatica impressione e basta. La festa finì e la Vespucci poche ore dopo salpò per altri lidi.

Tutto sembrava sfumato per il nostro ufficiale aurunco….ma da Caranese “capatosta”, Renzo Verrengia non mollò la presa e iniziò ad inviare una serie di lettere, oltre alle telefonate, (ma qui si peccava di traduzione, visto che nessuno dei due conosceva entrambi gli idiomi). Renzo le provò tutte con costanza, perchè ormai era innamorato follemente della bella Pepita…anche dichiarandosi disposto a tornare da solo a Cadiz per rivederla.

Premettiamo una cosa… al tempo della vicenda che stiamo raccontando, nel nostro territorio, le relazioni ed i matrimoni misti internazionali erano cosa rarissima se non unica. Di solito ci si sposava tra residenti dello stesso paese o cittadine limitrofe, dopo fidanzamenti spesso preorganizzati dalle famiglie (soprattutto per le donne). La Spagna appariva al tempo un luogo lontanissimo, il turismo internazionale era riservato ai pochissimi super benestanti ed al massimo si visitava Parigi o la vicina Svizzera. I Viaggi di Nozze invece, si concentravamo su Venezia, Roma e Firenze. Dunque, immaginiamoci la famiglia Verrengia da Carano, il cui capofamiglia il Prof. Adelmo era uomo di grande severità, intuire che il loro figlio stava corteggiando una sconosciuta signorina residente a migliaia di km di chissà quale luogo sperduto. Difatti, inizialmente non la presero proprio bene, avevano sognato per il figliolo il solito matrimonio “Donne e Buoi dei paesi tuoi” con tanto di festa al Santuario, Vermut e pranzo con migliaia di parenti.

Per fortuna per il nostro amico Alberto, non andò così.

Pepita, dopo mesi di insistente corteggiamento cedette e nacque una grande storia d’amore che è durata fino al 2012, anno in cui il dott. Lorenzo Verrengia è passato a miglior vita.

Molto particolare, fu l’arrivo della famiglia Muñoz a Carano, allorquando il fidanzamento fu ufficializzato; l’intero paese incuriosito si era dato il passaparola per assistere all’arrivo e scese compatto per strada per attendere le auto che giungevano dall’Aereoporto di Fiumicino condotte dal mai dimenticato Prof. Romualdo Verrengia, zio del futuro sposo. I caranesi restarono, però, un po’ delusi: si aspettavano le spagnole con capelli raccolti e pelle scura, vestite con le Mantillas o da Flamenco…. che urlavano Olè,  ma si trovarono dinanzi madre e figlia bionde, vestite con abiti moderni beat in stile Kennedy che ascoltavano i Beatles.

Renzo, qualche tempi dopo lascerà la Marina per dedicarsi alla professione medica sul territorio e per creare una famiglia trasferendosi nella cittadina di Lauro di Sessa Aurunca.

Una storia bellissima ed il frutto di questa favola fu il nostro caro amico Alberto Verrengia a cui dedichiamo questo cameo.

La Nave Scuola Amerigo Vespucci emoziona sempre e resta un simbolo di bellezza, fierezza e di gloria nazionale.

Si informa, che in data 10 e 11 Giugno la Nave “Amerigo Vespucci”, sarà ormeggiata presso la banchina Salvo D’Acquisto del Porto di Gaeta e sarà disponibile per le visite a bordo con i seguenti orari: venerdì 10 dalle 16:00 alle 22:00 e Sabato 11 dalle 10:00 alle 22:00

A cura di:

La redazione: Ardone Giuseppe, Anna Maria Quintigliano, Mario Truglio (inviato da Carano), Lorenzo Di Pietro e Lucia Forgetta per Generazione Aurunca

Amerigo Vespucci a Gaeta

Tenente Medico Lorenzo Verrengia

Josefa Victoria Muñoz e il Commissario Diego Muñoz Rosado
Alberto Verrengia