C’era una volta il gioco del calcio. Un gioco nobile ,capace di far sognare ogni bambino, capace di far innamorare, capace di far gridare, e a volta anche bestemmiare. Bene, quel gioco ora non esiste più. Ogni giorno i giornali, le tv, i blog sono stracolmi di atti di violenza che avvengono dentro e fuori dal rettangolo verde. Ogni maledetta domenica siamo spettatori di risse, agguati, minacce, a discapito questo del bel gioco, leale, e soprattutto onesto. Nelle ultime settimane leggendo i quotidiani sportivi, e soprattutto locali,ci si è imbattuti in un vero e proprio bollettino di guerra, fatto di feriti, più o meno gravi, con arbitri minacciati e giocatori costretti a “non giocare”, pur di far terminare la partita in parità. Questo clima ostile ed irreale, è stato chiaramente palesato nel match (che match non era) tra Real Ortese e U.S. Sessana, con i tifosi ospiti colpiti da bottiglie contenenti urina,costretti a non incitare i propri beniamini,e costretti a subire la più grande delle beffe:vedere la propria squadra, la propria città soccombere in campo ,in un secondo tempo,in cui l’arbitro,sotto una chiara minaccia,ha fatto in modo che la partita finisse in parità,nonostante la squadra locale giocasse in nove,e quindi mantenesse il primato in classifica. Ma per non farci mancare proprio niente,nelle ultime tre settimane abbiamo assistito a delle vere e proprie guerriglie in campo,a Roccamonfina prima, con i tifosi dell’Arienzo giunti in massa,con l’intento specifico di fare a botte,manifestando un clima “poco sportivo”, e per ultimo la vergognosa maxi rissa scoppiata tra giocatori, dirigenti, tifosi(?), magazzinieri del Giugliano e della Virtus Volla. Il campo sportivo di Mugnano si è trasformato in un ring,come è possibile vedere dalle immagini che ci sono state donate da Televomero, e che subito hanno fatto il giro d’Italia.Addirittura un commissario di campo è stato colpito,e dovrà essere operato in questi giorni, tutto questo sotto gli occhi increduli di donne, bambini, anziani e due carabinieri,che inermi non potevano far altro che stare fermi, ed assistere a questo spettacolo disgustoso. Bene, siamo giunti ad un punto di non ritorno. La parte buona non ne può più di assistere a questi veri e propri atti di sciacallaggio che stanno uccidendo il nostro calcio. I bambini devono crescere in un clima di lealtà, devono imparare dai più grandi le gesta atletiche,non i cazzotti ed i pugni. Ora tocca a noi. Non rimaniamo sempre dietro le quinte ad assistere allo spettacolo, DENUNCIAMO. Qualsiasi atteggiamento “poco sportivo” riportiamolo a chi di dovere dovrà esaminarlo, cerchiamo di limitare questa onda di inciviltà che ci sta colpendo. Non fa male anche a voi, sentir parlare delle vostre terre soltanto grazie alla inciviltà e alla violenza? Un appello va anche alle istituzioni, affinchè riempia gli stadi e gli impianti sportivi di forze dell’ordine, in modo da limitare questi atti ingiuriosi. Questa partita ora, dobbiamo giocarla noi, questa partita ora dobbiamo vincerla noi.

Fabrizio Marino per Generazione Aurunca

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