Era il 1996\1997, allorquando a Sessa Aurunca, nascevano i primi semi di un sistema politico sempiterno, che riuscirà a dominare, in varie forme e modi, il territorio sino ad oggi.

La prima Amministrazione Meschinelli era un ibrido, ma che aveva anche funzionato. C’erano sinistra e destra all’interno, ma soprattutto, era un periodo di riscatto e di energia cittadina in risposta al periodo buio politico e criminale dei primi anni 90.

Dopo la prima esperienza Meschinelli, è stata allestito un cantiera di sinistra-centro che ha pian piano dato i suoi frutti di potere. Dapprima con la crescita della figura di Gennaro Oliviero, il quale iniziava il suo possente percorso politico che lo poterà ad essere protagonista sino ai nostri giorni. Era il tempo in cui l’alleanza della sinistra ex comunista sessana si congiungeva con la parte cattolica ed ambientalista della città creando un asse indelebile.

Era il tempo in cui patronati, sindacati, fabbriche e apparato amministrativo sarà schierato militarmente con la sinistra socialista ed ex comunista  di Sessa Aurunca.

Era il tempo, infine, in cui verrà meno ogni tentativo di alternativa di destra o centrodestra nella città di Sessa Aurunca dopo la sconfitta di Pietro Falco al ballottaggio.

Pian piano, la sinistra sessana nelle sue varie forme (socialisti, Ds, verdi, comunisti) ha preso piede, costruendo una città a propria immagine e somiglianza: social-conservatrice, triste, grigia ed etnica.

Sessa rimarrà ferma, mentre altre realtà inizieranno piccole rivoluzioni generazionali e amministrative. Dapprima Roccamonfina con la Primavera Roccana di Carlo Montefusco e poi Cellole con le due rivoluzioni Compasso e Di Leone.

Roccamonfina e Cellole inizieranno a volare.

Sessa è rimasta uguale a se stessa. Stessi riti, stessi consiglieri, stesso potere, stessa palude.

Unico tentativo di abbattere il sistema sarà quello solitario e coraggioso di Generazione Aurunca ed Alberto Verrengia nel 2016. Un attacco frontale alla palude ed al sistema che, però, non riuscirà per poco.

Oggi ci si dirige verso le prossime elezioni comunali, stanchi, demotivati e con poche speranza.

Ci saranno sussulti? Chissà…

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