Abbiamo intervistato Marco Ardone, figlio della terra aurunca, trasferitosi nel territorio pontino per lavoro, che non smette ancora di raccogliere risultati sportivi di livello. Prima da calciatore, ora da allenatore, la sua squadra ha raggiunto il titolo di “Campione d’Inverno”, vincendo il girone di andata. Ecco la nostra intervista a mr. Ardone.

Marco, leggiamo ancora positivamente di te e scopriamo che con i tuoi allievi (classe 2002) della Vis Sezze (Sezze Romano) hai conseguito il titolo di campione di inverno, grazie al primato raggiunto in questo girone di andata. Leggendo la classifica notiamo, però, un campionato molto equilibrato con avversarie romane del calibro di Lupa Roma, Real tre Fontane, Cisco, Testaccio ed Acilia: cosa ti aspetti nel girone di ritorno?

Sicuramente finora abbiamo fatto un gran lavoro, merito in primis dei miei giocatori, ragazzi seri che mi seguono allenamento dopo allenamento e di un lavoro in settimana supportato del mio collaboratore Ulderico Mastrantoni, dal DS Pupatello e da una società come la Vis Sezze che investe molto nel settore giovanile.

La crescita dei nostri ragazzi è il primo obiettivo, crescita intesa sia dal punto di vista calcistico che umano: non molti avranno la fortuna di entrare nel mondo del calcio professionistico ma tutti diventeranno uomini tra qualche anno ed è importante formarli e prepararli alla vita.

Nel girone di ritorno cercheremo di replicarci ma non sarà facile perché le concorrenti romane hanno un roster più folto del nostro (per numero di giocatori a disposizione) e questo, alla lunga, potrebbe fare la differenza. Ma io sono molto fiducioso perché credo fortemente nei miei giocatori, nello staff e nel progetto importante della società.

Facendo un passo indietro sono poco meno di due anni che ti sei diplomato UEFA B e che svolgi il ruolo di Allenatore di calcio ma sul web sono già diversi i lavori tecnici-tattici da te pubblicati (www.allenaremania.com) e da ultimo anche il settore tecnico della FIGC ha reputato un tuo lavoro degno di una pubblicazione sul NOTIZIARIO NAZIONALE (n.6/2017). Qual è il tuo segreto per abbinare così bene lavoro e calcio e soprattutto cosa ti aspetti nel prossimo futuro?

“Così bene” è eccessivo! Ma io credo che la passione sia l’elemento essenziale e fondamentale per cercare di fare le cose per bene e il calcio per me è pura passione.

Credo molto nello studio continuo e nel lavoro sul campo, un mix che nel tempo deve necessariamente premiarti; nel prossimo futuro spero solo di imparare e migliorarmi giorno dopo giorno e magari sognare di avere la possibilità di mettermi in gioco in contesti professionistici.

Prima di lasciarti, è doverosa una piccola provocazione: prima per studio e poi per lavoro sono molti anni che ormai non vivi nella nostra amata Sessa Aurunca; sappiamo che hai vestito la maglia giallo blu della Sessa da calciatore, contribuendo alla conquista della promozione nella stagione 2011/2012. Se arrivasse una chiamata per tornare nel nostro territorio da allenatore, come risponderesti?

I colori giallo blu sono nel mio sangue perché oltre a rappresentare la nostra città sono anche quelli del mio quartiere Duomo e se un domani dovessero crearsi le condizioni sarebbe un piacere, e un onore, per me dare ancora un mio contributo al calcio Sessano.