Riceviamo e pubblichiamo una riflessione scritta da un giovane generatore aurunco.
Ennesima tragedia colpisce il nostro adorato territorio. Dopo le varie disgrazie, che hanno colpito le piccole cittadine di Lauro, Cellole, Galluccio, Sessa Aurunca, pochi giorni fa un altro evento ha recato scompiglio e dolore nella piccola frazione di Cascano.
La frequenza dei suicidi che vede come protagonista il nostro territorio è imponente e per questo DEVE essere presa in considerazione.
Diverse sono le cause che hanno portato, persone che forse neppure si conoscevano, ad avere malaguratamente un epilogo comune. Non spetta a noi entrare nell’intimo di tali decisioni e neppure di affliggere le persone a loro care con frasi superficiali e prive di fondamento alcuno.
C’è da essere consapevoli che particolarmente in questo periodo storico, il Paese emotivamente è fragile, abbattuto, sconfortato, ha bisogno di capire quello che sta accadendo. Una società per essere viva, deve essere protagonista del proprio destino.
Abbattiamo le nostre barriere, siamo consci che a volte la sola forza d’animo, la buona volontà, non è sufficiente per affrontare le normali situazioni della quotidianità. Chiediamo aiuto, poniamo la nostra mano affinché qualcuno possa vederla ed afferrarla. Chiedere aiuto non è sinonimo di sconfitta, tutt’altro, si chiede aiuto per migliorare, per evolversi.
Andare da un persona competente non vuol dire essere matti, ma significa stare male, del resto è come andare in ospedale quando si ha dolore e poi uscirne rigenerato, ricaricato, stare davvero BENE.
Domenico Granata