Il 25 Luglio successivamente alla riunione del Gran Consiglio del Fascismo, che mise in minoranza Benito Mussolini, a Sessa vi furono disordini, sedati con l’intervento della forza pubblica. Quindi a Sessa Aurunca,  la sera del giorno 8 settembre 1943 nel Cinema Seccareccia, si svolse un incontro amichevole tra militari tedeschi e italiani, questi ultimi comandati dal Capitano Cantalamessa. I tedeschi disarmarono gli italiani e la guarnizione di soldati  presente in città e nel circondario depose le armi e si sbandò. Iniziò così a regnare una gran confusione in tutto il circondario aurunco.

Le Case matte costruite a Sessa, Sorbello, Le Vagnole ed altre furono abbandonate e razziate da giovani curiosi e civili filo alleati. I Tedeschi, inizialmente, non ebbero un atteggiamento violento nei confronti della popolazione tanto che essi tenevano in Piazza Mercato (XX Settembre) dei Concerti bandistici. Il loro comando era insediato in località “Cortegrande” di proprietà dell’Avv. Emilio Di Giovanni.

Dal 13 Settembre 1943,  la situazione mutò pian piano, tanto che i tedeschi bloccarono le strade per prelevare giovani e padri di famiglia da deportare in Germania nei campi di lavoro. Rastrellati, venivano condotti con la minaccia delle armi al campo sportivo Cappuccini ove esisteva un accampamento.

Qualcuno riuscì a fuggire scavalcando il muro di cinta dal lato del panificio Del Gaudio. Il Vescovo Gaetano De Cicco visitò gli sfortunati reclusi e cercando il comandante tedesco affinchè li liberasse. I rastrellati furono caricati su camion e poi, vagoni ferroviari, per alcuni per l’ultimo viaggio.

I fuggitivi, invece, si nascosero tra le campagne tra Cupa, Fasani, Monte Massico ed altri siti. Uno dei luoghi fu anche la loc. dello Spirito Santo e nella masseria Zi Stefano che accolse tutti i rifugiati, mettendo a disposizione ogni angolo della sua proprietà (tra i rifugiati la fam del’Ing. mimì Irace, la fam. Gargiulo, artigiani, commercianti e gli impiegati comunali e degli enti pubblici).

A Sessa Aurunca erano stati affissi dei manifesti in cui si minacciavano i cittadini per condanna a morte per fucilazione nel caso di sabotagi ed attentati. Nei giorni successivi la tensione in città aumentò nettamente, tanto che iniziò a trapelare la volontà da parte dei militari tedeschi di mettere a ferro e fuoco la città, stante che alcuni sabotagi alle linne telefoniche erano avvenuti in quei mesi. Solo grazie al Vescovo De Cicco e al Dott. Marcello Mazzarella si riuscì a dissuadere il comandate tedesco su tale intento, grazie anche al fatto che costui era un Colonnello austriaco cattolico. A De Cicco, poi, nel 1954 sarà conferita la cittadinanza onoraria ed una Medaglia d’Oro col titolo di Defensor Civitatis.

Sul Colonnelo Austriaco, poi, giunsero notizie di una sua fucilazione a causa dell’abbandono della città illesa nelle mani degli alleati.

La Loc. Spirito Santo non ebbe, però, sempre buona sorte visto che nei mesi successivi fu oggetto di un bombardamento da parte dell’aviazione Inglese.

Cosi come furono colpiti, dalle bombe alleate, anche Piazza Mercato e Piazzetta San Leo provocando la morte di soldati teutonici ma anche di civili sessani.

Infine, il 22 Ottobre 1943 fu fatto brillare il Ponte Aurunco con al centro una edicola della Madonna del Popolo, che rimase illesa.

Giunsero, pertanto, colonne di truppe inglesi ed americane che attraversarono la città tra l’acclamazione dei residenti. I tedeschi ne frattempo si erano ritirati dientro la linea cosiddetta Gustav (circondario Cassino) e Sessa Aurunca iniziò una lenta riorganizzazione, con un centro medico situato presso il Liceo Nifo e due cimiteri (loc. Carmine e loc. Ponte Borbonico Garigliano).

Fu questa la vera liberazione per Sessa Aurunca, consacrata infine il 25 Aprile 1945 con feste e gioia per la fine della guerra e della carestia.

Passi tratti da: Sessa Aurunca dall’A alla Z – Publiscoop Aurunca, note di Pannone.