Queste elezioni regionali nel Territorio Aurunco hanno determinato modifiche dello scenario politico, ma solo parzialmente.
Gli eletti (Oliviero e Grimaldi) sono i medesimi di cinque e dieci anni fa.
Il Comune di Sessa Aurunca è diviso elettoralmente in tre parti: l’area di centrosinistra, l’area della maggioranza comunale e l’area di cambiamento\protesta.
L’area di centrosinistra includerebbe ad oggi solamente il PD, stante che un dialogo con SEL locale appare estremamente improbabile. Senza inoltrarci nei calcoli numerici, dobbiamo anche segnalare che all’interno del Partito Democratico c’è una area alternativa alla segreteria che ha raccolto oltre 600 preferenze. Dunque, in soldoni, attualmente l’Area di un ipotetico centrosinistra si attesterebbe ad un terzo dell’elettorato aurunco.
Stesso discorso vale per la Maggioranza comunale, divisa tra mille rivoli. Su Forza Italia non è possibile fare un discorso univoco stante che all’interno ci sono anche i voti dell’Ex UDC (area Rocco) che sono confluiti sul candidato Zinzi, così come i 1000 voti del partito Caldoro Presidente, anche se fuori maggioranza (area Grimaldi), sono comunque di Centrodestra. In definitiva tra inclusioni ed esclusioni, la Maggioranza comunale raggiungerebbe appena un terzo dell’elettorato aurunco, superando di poco questa quota se si vanno a sommare i voti dell’area udc e NPSI (non in maggioranza).
In poche parole, così come il centrosinistra, un presumibile centrodestra non avrebbe i numeri per vincere da solo.
C’è infine, una maxi area, indistinta e che assolutamente non è possibile definire come una area politica, ma come una parte del Territorio che non sceglie più le due coalizioni.
Tra astensionismo recuperabile, voto di protesta e aree dissenso interno alle stesse coalizioni ma che non si rispecchiano in esse, oltre al M5S e SEL, si riscontra un altro terzo di elettorato aurunco.
Un elettorato arrabbiato, confuso e che tornerà a votare solo dinanzi a scenari di cambiamento e di innovazione.
A Sessa Aurunca, sostanzialmente, nessuno è autosufficiente.
Il PD non è il partito della città, la Maggioranza Comunale non sembra avere i numeri per una riconferma e l’area di cambiamento\protesta non ha la possibilità attualmente di essere una autonoma alternativa.
Sarebbe una corsa a tre con degli esiti imprevedibili.
GA