Con Ordinanza emessa a febbraio 2014, a firma del Responsabile dell’Area dei Servizi Tecnici del Comune di Cellole, veniva ordinato ad un privato di demolire le opere edilizie abusive realizzate su area demaniale marittima in località Baia Domizia.
Il ricorrente era stato autorizzato a costruire una piscina di facile rimozione su arenile demaniale marittimo: con installazione limitata fino al 31.12.2013. Detta piscina non era stata, invece, rimossa alla scadenza del termine.
Inoltre, l’autorizzazione paesaggistica sulla scorta della quale era stato rilasciato il permesso di costruire, era stata addirittura annullata con Sentenza del Consiglio di Stato, a seguito di ricorso in appello proposto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ragion per cui, il Comune aveva annullato in autotutela la medesima autorizzazione paesaggistica.
Essendo, secondo gli uffici comunali, detta piscina abusiva, necessariamente andava ordinata la sua demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi, come in effetti si è provveduto a fare con l’Ordinanza dell’aprile 2014.
Il privato, pertanto, ha promosso ricorso presso il Tribunale Amministrativo della Campania per l’annullamento, previa adozione di idonee misure cautelari: dell’Ordinanza di demolizione dell’aprile 2014; di altre note e comunicazioni del Comune di Cellole; di ogni altro atto preordinato, connesso e consequenziale comunque lesivo degli interessi del ricorrente; per l’accertamento del diritto della ricorrente al rilascio del Permesso a Costruire richiesto.
Il Comune ha ritenuto, di opporsi al ricorso, costituendosi nel relativo giudizio innanzi al Tribunale Amministrativo della Regione Campania (T.A.R.) Napoli, ricorrendo alla nomina di un legale di fiducia, nominando quale legale per il patrocinio dell’ente l’avvocato Sandra Coletta, stabilendo il compenso nella somma complessiva 3.172,00 €.