Il Caporalato è un fenomeno criminoso che utilizza la disperazione economica e sociale degli italiani e, in questo particolare periodo storico, degli stranieri immigrati obbligando gli stessi a lavori estenuanti e temperature asfissianti.
Considerati animali da fatica, macchine da lavoro alimentati ad acqua e magari qualche panino, tanfe umane dalle quali stare lontani, eccessivi produttori di sudore ma invece sono semplici uomini, uomini che nascondono un cuore che pulsa, uomini che godono di una mente che pensa, uomini circondati da affetti familiari, uomini che hanno bisogno di un lavoro”
È notizia di questi giorni che il Governo ha finalmente deciso di prodigarsi nella lotta contro il Caporalato, considerandolo come una reale criminalità organizzata e contrastandolo con delle azioni precise e decise sintetizzate in quattro punti:
- CONFISCA
Obbligatoria per una maggiore incisività repressiva, la confisca del prodotto o del profitto del reato, oltre che delle cose utilizzate per la sua realizzazione, in modo che la decisione sulla destinazione di questi beni NON sia più affidata alla valutazione discrezionale del giudice, caso per caso (come è attualmente secondo l’articolo 240 del codice penale);
- INTERMEDIAZIONE ILLECITA
Questa misura patrimoniale è stata introdotta per colpire le grandi ricchezze illecitamente accumulate. Ne consegue che non è necessaria la sussistenza del “nesso di pertinenzialità” tra beni e reati contestati bensì è sufficiente provare la sproporzione del bene rispetto al reddito od all’attività economica svolta dal soggetto e la mancanza di giustificazione circa la sua legittima provenienza;
- RESPONSABILITÁ IN SOLIDO
Si ritiene importante aggiungere il reato di caporalato (di cui all’articolo 603 bis c.p.) tra quelli per i quali si determina la responsabilità amministrativa da reato da parte degli enti. Lo sfruttamento dei lavoratori produce infatti quasi sempre vantaggio per le aziende, che spesso sono costituite in forma societaria o associativa: accanto alla responsabilità individuale dei singoli soggetti autori del reato, è quindi fondamentale prevedere specifiche sanzioni (pecuniarie, interdittive e di confisca) anche a carico dell’ente medesimo, quando risulta accertato che il reato sia stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio;
- INDENNIZZO ALLE VITTIME
Nell’ambito della predisposizione del disegno di legge per dare attuazione alla direttiva europea 2004/80/CE circa l’indennizzo in favore delle vittime di delitti intenzionali violenti, di prossima elaborazione, si programma di inserire il reato di c.d. caporalato nell’elenco di quelli per cui si debba riconoscersi il diritto della vittima all’indennizzo a carico dello Stato.
Queste le linee guida diffuse sulle quali verteranno gli interventi normativi del Governo per la lotta al Caporalato, un fenomeno diffuso anche nel nostro territorio che va contrastato con una buona azione di informazione e con possibili benefici e/o sussidi anche previdenziali per coloro che assumono e che garantiscono la regolamentazione del sacrosanto diritto al lavoro.
Domenico Granata per Generazione Aurunca