Sono ore decisive, nel pieno della stagione lavorativa degli stabilimenti balneari, per tre diversi lidi di Cellole diffidati ad eliminare le opere abusive realizzate e al ripristino dello stato dei luoghi.
Tre ricorsi sono stati proposti al Tribunale Amministrativo della Regione Campania (T.A.R.) sede di Napoli e notificati al comune di Cellole nel mese di giugno 2014 da 3 diversi concessionari rappresentati e difesi dall’avv. Luigi Roma, per l’annullamento, previa adozione di idonee misure cautelari delle tre diverse Ordinanze di maggio 2014 in materia di demanio marittimo a firma del Responsabile dell’Area Tecnica, ing. Giuseppina Morrone, con la quale venivano diffidati a provvedere, entro il termine di giorni 30 dalla notifica all’eliminazione delle opere abusive realizzate ed al ripristino dello stato dei luoghi, al fine di rendere tutta la struttura di facile rimozione come da Permesso di Costruire e di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale comunque lesivo degli interessi dei ricorrenti.
La Giunta del sindaco Izzo ha provveduto a costituirsi in giudizio al fine di opporsi al ricorso, nonché promuovendo ogni relativa azione giudiziaria per la salvaguardia e la difesa degli interessi del Comune di Cellole nominando quale legale per il patrocinio dell’ente l’avv. Luigi Maria D’Angiolella, con studi in Napoli e Caserta, stabilendo il compenso per i 3 giudizi, nella somma complessiva di 6 mila Euro.
L’adozione della misura cautelare richiesta dai ricorrenti sarà decisa nella camera di consiglio fissata per giovedì 24 luglio 2014. Relatore nell’udienza della Settima Sezione presso il TAR Campania, sarà Alessandro Pagano (Presidente), Donadono Fabio (Consigliere), Perrelli, Caminiti e De Gennaro (Primi Referendari).
I presupposti che permettono di richiedere l’adozione della misura cautelare sono il rischio che per l’esecuzione del provvedimento impugnato possano derivare gravi e irreparabili danni (in questo caso disfacimento delle opere verbalizzate come abusive) e un giudizio positivo sommario sulla fondatezza del ricorso principale. La misura cautelare eventualmente concessa ai ricorrenti , avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito.