La grande ventata di cambiamento avutasi nel marzo scorso con il rinnovo del Parlamento, ha contagiato anche le realtà amministrative locali. Per molti un dato insperato, visto il forte radicamento del potere clientelare nel nostro territorio.
Invece, le vittorie di Cristina Compasso a Cellole e Dino D’Andrea a Teano sono la conferma che le scelte libere dei cittadini, il cosiddetto voto di opinione sta pian piano divenendo maggioranza anche nel nord casertano.
Cristina Compasso ha compiuto un vero e proprio scacco matto all’estabilishment politico territoriale, in quell’occasione tutto unito (nessuno escluso). Dietro Compasso, solamente l’eredità Barrettiana (non tutta), delle associazioni, Generazione Aurunca ed i cittadini liberi. Bene, l’esito è conosciuto ormai da tutti. I “Poteri Forti” che avevano impostato una campagna elettorale sulle solite tematiche con promesse e prove muscolari, hanno subito una sonora batosta. Per Teano esito simile, qui ancor più ampliata da una forza campanilistica e di protezione cittadina contro poteri esterni che erano pronti a penalizzare la città.
La prima realtà aurunca che ebbe tale sussulto di cambiamento fu qualche anno fa Roccamonfina, con il giovane e dinamico Sindaco Carlo Montefusco a cui seguirono le evoluzioni innovative di Castelforte e Sparanise.
A Sessa Aurunca, forse al tempo non matura per il salto epocale, l’impresa fu sfiorata per pochi voti da parte proprio di Generazione Aurunca. Nel (ormai) lontano 2016 esistevano ancora consistenti partiti, accordi di potere e pressioni politiche. Cellole e Teano hanno, dunque, dato un segnale chiaro. I cittadini sono stanchi della politica intesa come intreccio di interessi, come distribuzione clientelare, come promesse occupazionali inesistenti, come incarichi parentali, come imprese che fanno pressioni sui dipendenti e come classe dirigente poco qualificata che attornia il potere tra servilismo e interessi.
Generazione Aurunca ha aperto il solco…si spera, dunque, in un futuro migliore.