Non è una cronaca sicuramente piacevole quella che andremo a fare, ma in questi mesi ricorrono i 20 anni di un “quasi continuo” governo del Partito Democratico nella città di Sessa Aurunca con tristi e devastanti effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Partiamo dai primi anni del 2000, allorquando la coalizione guidata dal sindaco Giuseppe Fusco, alleata con i predecessori del Pd, viene affossata in vista delle elezioni successive, cambiando il candidato sindaco in corsa e creando spaccature nel territorio. Viene scelto, per la seconda volta il preside compianto Elio Meschinelli che, nonostante una brillante prova nella sua prima amministrazione, non riuscirà a ripetersi e sarà condannato dai consiglieri dei “predecessori del Pd e delle liste civiche collegate” ad un quinquennio infruttuoso con grossi problemi per la città. Durante quel decennio, Sessa A. perderà Tribunale, agenzia delle entrate, enel, e cspacità reddituale oltre a forti problematiche ambientali, con un crollo demografico ed economico devastante. Un dramma che si acuirà anno per annno, difatti, nel 2007 il Pd e i suoi predecessori vinceranno di nuovo le elezioni con il sindaco Luciano Di Meo, il quale condurrà un’amministrazione barcollante tra dispetti, confusione, assessori di scarsa cultura e capacità, fino ad essere sfiduciato ad appena tre anni dopo l’insediamento dai suoi stessi consiglieri. Lo succederá Luigi Tommasino, virtualmente un sindaco di centrodestra, ma che diventa subito ostaggio di una frangia politica che poi si rivelerà vicina al mondo del centrosinistra, tanto che oggi, come volevasi dimostrare, è schierata con il PD. Una frangia che porterà Tommasino in campagna elettorale ad affiancarsi a rappresentanti del Presidente De Luca e lo porterà ad una sconfitta a favore del sindaco Silvio Sasso sempre del Pd. Anche questa amministrazione sarà vittima di tensioni interne, dispetti, ricatti e minacce tanto da portare ancora una volta alla sfiducia del sindaco del Pd, prima del tempo, da parte degli stessi consiglieri del partito democratico. Una ulteriore prova di irresponsabilità che dura ormai da vent’anni e che ha condannato un territorio ad un crisi sistemica irreversibile o quasi. Per non parlare della totale indifferenza che il nostro territorio ha subito dalla Regione Campania nonostante abbia un referente locale on. Oliviero Gennaro. Ultimi in provincia di Caserta persino con il progetto regionale Bandiera Blu. Il futuro non è proprio positivo anzi è nero. Ora il PD vuol rivincere, cercando di accaparrarsi tutti gli ex alleati e persino reduci del centro destra, partiti di destra, personaggi interessati a qualche piacere personale, pur di fare piazza pulita e sgranocchiarsi quel poco che è rimasto del nostro Territorio. Sessa Aurunca sarà dunque condannata ancora una volta ad essere mortificata da questo sistema? È certo che tra i tanti mali, quello del partito democratico o PD, per la nostra città ….è stato uno dei più feroci.