Nei decenni passati, il ruolo di mediazione sociale veniva svolto dalle sezioni dei partiti, in parte dai sindacati, in parte dalle associazioni religiose e culturali.

La Democrazia Cristiana, il Partito Comunista, il MSI erano radicati sull’intero territorio aurunco ed in ogni grande frazione  solitamente c’era una sezione con tanto di segretario e di militanti, per le più piccole ci si accontentava del referente zonale (detti anche “capibastone“)

Queste sezioni e questi referenti,  durante la prima repubblica, fungevano da filtro delle istanze dei cittadini da ogni angolo del Comune di Sessa Aurunca. Il cittadino che chiedeva la risoluzione di un problema amministrativo si rivolgeva alla sezione del partito di riferimento, or dunque, il segretario si attivava attraverso il consigliere comunale e, infine, il problema era, spesso, risolto.

Così funzionava un tempo. Poi, è sopraggiunta la seconda repubblica ed i partiti sono sempre più diventati autoreferenziali, con sezioni fantasma e con consiglieri comunali portatori non di interessi collettivi, ma spesso di interessi privati o di lobby.

Sono scomparse le scuole politiche di partito e la politica è stata accentrata nelle mani di pochi, soprattutto di chi ha gestito il potere con un vasto sostegno finanziario o con forme di clientelismo dannoso.

Negli ultimi anni la situazione è peggiorata con uno scollamento sempre più visibile tra le istanze dei cittadini e l’amministrazione o la politica in genere, patologia sociale che ha assunto una disfunzione preoccupante.

I partiti sono divenuti contenitori vuoti, preda di corsari e pirati della politica locale, pronti a passare da uno schieramento all’altro pur di continuare a tutelare le proprie istanze personali. Liste civiche civetta o grandi partiti di sinistra e destra farciti all’ultimo momento di candidati non selezionati in base al merito, alle capacità o alle qualità ma solo sulla base di probabile forza di consenso. Sono, dunque, nati nel corso di questi anni consigli comunali non adeguati, amministrazioni litigiose e decine e decine di assessori a breve scadenza.

Tutto questo ha determinato una sempre maggior solitudine del popolo aurunco, sbandato e senza riferimenti, con sempre meno risposte sulle disfunzioni amministrative,  sia che possa essere anche il banale lampione o il problema fognario. Un popolo solo, arrabbiato, che ha cercato di dare una svolta alla politica locale nel 2011 votando per la prima volta nella propria storia una amministrazione di centrodestra dopo anni di centrosinistra.

Una ulteriore cocente delusione, poichè, nulla è cambiato.

Ecco, dunque, crescere pian piano il ruolo di mediazione sociale di questa nuova forma associativa, di cui Generazione Aurunca ne è sperimentatrice nazionale. Una forma aggregativa nuova e energica, organizzata e sensibile al bene comune, filtro di tutte le istanze giungenti da ogni parte del territorio, che sia la grande Sessa o la piccola Cescheto.

I cittadini aurunci, pian piano, hanno percepito la bontà del progetto ed hanno dato manforte a questa nuova medazione sociale, esponendo le proprie istanze, dialogando, proponendo, interagendo e denunciando ogni disfunzione.

Generazione Aurunca è divenuto il terreno del riscatto dei cittadini, senza paure, senza timori, con trasparenza e coraggio, spesso subendo l’ostracismo e l’astio della politica costretta ad essere nuda davanti agli elettori.

Azione ed Informazione, insieme, si sono trasformati in un condensato potente ed utile a tutti i cittadini del Territorio Aurunco.

Un progetto, quello di Generazione Aurunca, che guarda avanti, guarda oltre.

La nascita di una grande aggregazione territoriale con funzioni di mediazione sociale, politica, amministrativa ed informativa che surroghi i limiti della politica e la vacatio dei rappresentanti istituzionali.

Generazione Aurunca non è solo un fenomeno che da quattro anni accompagna la nostra e la vostra vita, ma sarà costantemente la voce del Territorio, i vostri occhi, i vostri diritti, ossia l’anima di questa terra così speciale.

Per far ciò, dobbiamo continuare a camminare insieme. Stiamo trasformando un modo di pensare, di vivere la politica, di amministrare, ma non basta.

Noi abbiamo un sogno e da quattro anni lo stiamo condividendo con tutti Voi.

Alberto Verrengia per Generazione Aurunca