Ci siamo già occupati nel tempo delle bellezze peculiari che stanno caratterizzando da millenni il nostro ricco Territorio. Parlammo tempo fa della Chiesa Rupestre sita in Rongolise di Sessa Aurunca, dei prodotti tipici che le nostre terre con qualità e dedizione ci offrono, delle tradizioni che li caratterizzano e di molto altro.

Quest’oggi ci occupiamo di una realtà che da secoli ha reso la frazione di Santa Maria a Valogno, ridente località del Comune di Sessa Aurunca, importante meta di molti pellegrini da gran parte dello stivale.

La storia ci tramanda che intorno all’anno 1000  una pastorella sordomuta, mentre portava il suo gregge al pascolo, si accorse della mancanza di una capra. Preoccupata, andò a cercarla e vedendola da lontano le tirava sassolini per richiamarla, ma la capretta era impassibile. Arrivata nelle vicinanze, la vide come impietrita fissare la pianta del mirto (per gli Ebrei il mirto era simbolo di Grazia divina, pace e gioia). La pastorella, incuriosita dal comportamento della capretta, si avvicinò e guardando nella stessa direzione vide uscire dai ramoscelli del mirto un bagliore di luce che la investiva interamente. Presa da un sacro timore, elevò la sua preghiera alla Vergine a cui era tanto devota, e venne  pervasa da una intensa pace.

Terminata l’estasi, vide sotto la pianta di mirto un quadro raffigurante la Vergine Assunta.

Avvolta dallo stupore, istintivamente elevò ad alta voce una preghiera alla SS. Vergine:”…parla! Si, parla!“. Aveva miracolosamente riacquistato la voce. La pastorella, commossa ed in lacrime, si avvicinò, prese il quadro e con gioia lo portò in paese raccontando a tutti ciò che era accaduto. Il popolo di S.Maria a Valogno, entusiasta, elevò preghiere a lode della Vergine e volle fare di quella data – era il 16 febbraio – una ricorrenza di festa.

La notizia si sparse ben presto per tutto il territorio e si videro pellegrini accorrere per domandare Grazie.

Qualche anno più tardi, nel 1139 il Papa Innocenzo II, il 23 luglio, si scontrò nel territorio di Galluccio con Ruggiero II il normanno. Sconfitto, si rifugiò con i suoi presso il parroco di S.Maria a Valogno.

Tornato a Roma e grato della generosa ospitalità ricevuta, felice della forte e sincera devozione che il popolo del luogo nutriva per la Madonna, volle premiare la parrocchia concedendo l’Indulgenza per il 16 febbraio.

Sebbene il Mirteto sia uno dei sette Santuari Mariani della zona, vede fino ai nostri giorni molti pellegrini ogni anno che soprattutto dalle limitrofe località giungono nel luogo Sacro percorrendo a piedi molti chilometri in onore e devozione della Vergine del Mirteto.

La necessità di riportare in primo piano questo luogo Santo è venuta anche dai pontefici Giovanni Paolo II, il quale ha voluto benedire il 20 dicembre del 2000 un quadro ancora oggi presente, e Benedetto XVI, il quale ha incoronato la statua della Madonna presente nella Chiesa della Beata Vergine.

Le tradizioni la storia e la preghiera sono le caratteristiche peculiari del Santuario e di grande ammirazione è la devozione del popolo di Santa Maria a Valogno nei confronti dell’amata Vergine venerata.

Generazione Aurunca

Per maggiori info consultate http://www.veniteadme.org/la-madonna-vuole-riprendere-i-suoi-figli-la-storia-e-le-meraviglie-del-mirteto/