Con la mezzanotte è iniziata ufficialmente la Quaresima, tempo di attesa e penitenza in vista delle festività pasquali. A Sessa Aurunca tutto ha un sapore diverso e particolare, di sicuro più intenso che altrove. Sacro e profano si fondono in un elemento comune che caratterizza da secoli la storia di questi luoghi, di questa gente.
Siamo stati invitati dal nostro amico Francesco Paolucci che ci ha accolti nella sua dimora allestita ad hoc, con attenzione scrupolosa alla tradizione sessana. Poichè proprio ieri è stata “appesa” la cd pupattola, riproponiamo un estratto del DVD “La culla del Dio morente” riguardo, appunto, alla pupattola e al suo significato tradizionale.
A Sessa Aurunca, come in molti altri paesi del Centro Sud Italia, alcune famiglie sono solite appendere al balcone o in un cortile interno una pupattola: una bambola di pezza raffigurante una vecchia magra e brutta, con un fazzoletto in testa. La pupattola altro non è che la rappresentazione della Quaresima. L’ abito è spesso realizzato con la stoffa nera di un ombrello vecchio. Tiene nella mano destra un fuso e nellasinistra la canocchia piena di stoppa. Alle gambe della bambola è appesa un arancia (o una patata), in cui sono infilate penne di gallina, di cui bianca, che simboleggia la Pasqua, e 6 nere, da sfilarsi una ogni domenica che precede la festa. Oltre all’arancia, è possibile che la pupattola abbia appesi anche altri elementi relativi agli unici cibi che si possono consumare durante l’astinenza dalle carni (baccalà, aringhe, peperoncino, cipolla, aglio, una bottiglietta d’olio, frutta secca ecc). A Sessa Aurunca il momento dell’estrazione delle piume, ogni domenica, è accompagnato dal canto del Miserere e dall’ intonazione corale delle marce funebri che accompagnano la Processione dei Misteri