Il Giovedì Santo a Sessa Aurunca ha una forte intensità mistica e culturale. Percorrere il Corso Lucilio e visitare le splendide Chiese di Sessa Aurunca dove sono allestiti i Sepolcri, è una tradizione imperdibile e di forte intensità religiosa ma anche di impatto culturale.
Il termine «sepolcro» non appartiene ai testi liturgici, ma si diffonde nel linguaggio popolare, tanto da far parlare di «altari che sono chiamati dal popolo sepolcri». Si diffondono via via elementi che rinviano alla sepoltura e al sepolcro di Gesù, insieme a interventi della Congregazione dei riti che cercano di limitarne l’uso, perché l’altare deve ricordare l’istituzione del sacramento e non la sepoltura di Gesù. Dopo il concilio di Trento il contenitore ligneo del ss. Sacramento assume la forma di un’urna trapezoidale con uno sportello abbastanza ampio da permettere la collocazione della pisside: nel coperchio si dipingevano simboli eucaristici o della passione, talora l’immagine del volto sofferente di Cristo. In un’epoca non precisabile le due forme di culto popolare si sono intrecciate, diventando la tradizionale «visita ai sepolcri», da compiersi simbolicamente secondo il numero di sette visite. Intorno a questo uso si sono aggregate manifestazioni di pietà popolare, dove la fede della grande Tradizione (la devozione al sacramento dell’Eucaristia) si intreccia con credenze umane (come il valore dato al numero delle chiese visitate). (da padre Valerio Mauro, docente di Teologia Sacramentaria)
