UNA VECCHIA STRADA.
Un’antica strada mulattiera che da secoli per Corbara ha rappresentato l’unica via di comunicazione, soprattutto pedonale, per trasportare a spalla i defunti presso il vicino cimitero. Così come per antiche carrette e calessi trainati da pazienti somarelli e per tutti gli altri mezzi agricoli
di una volta, fino alla vicina località’ di San Felice, da cui era più’ facile,essendo vicino a Cascano, già attraversato da una importante rete stradale nazionale; ciò dava fra l’altro anche la possibilità’ ai vecchi e storici commercianti di terracotta di raggiungere località’ limitrofe ed anche più distanti per i loro commerci e baratti.
Negli ultimi decenni, tale via è stata per così dire rimodernata secondo il vecchio tracciato ed asfaltata,diventando a tutti gli effetti una arteria comunale anche se più’ agevole, versa purtroppo in stato deplorevole, senza sicurezza altrui priva di manutenzione sia ordinaria che straordinaria, sempre con il pericolo incombente per i viandanti e gli stessi automobilisti, per la caduta di massi specialmente quando piove, non considerando poi le erbacce e le cunette completamente ostruire da detriti ed immondizia varia.
Ebbene, dopo aver premesso tutto ciò, vorrei ricordare che questa piccola stradina, ha rivestito particolare importanza dal punto di vista storico religioso. Infatti la strada Corbara-San Felice, è una tratta dell’antichissima via FRANCIGENA, percorso che originatosi dalla Francia, dopo aver attraversato quasi gran parte del nord Europa e I’ ITALIA compresa da Roma conduceva a Brindisi e viceversa. Era questa una strada che dopo essere stata utilizzata per motivi strategici militari, oltre a rappresentare la via di comunicazione e traffico commerciale fra i vari Regni.
Era adoperata anche a scopo religioso, dando la possibilità ai fedeli pellegrini riuniti di poter arrivare nei luoghi sacri come Roma, per poi raggiungere Brindisi ed altri porti pugliesi prima di imbarcarsi per Gerusalemme e tutta la Terra Santa.
Non voglio inoltrarmi più’ di tanto nella storia anche perché è molto lunga e complessa, però, dopo secoli, è giusto annoverare che stiamo assistendo, anche se in forma moderna, ancora al continuo passaggio di pellegrini , gran parte nord europei.
Un passaggio continuo, quasi settimanale, di gruppi di persone stanche ma contente di attraversare le vie del nostro piccolo Borgo Corbara, per immettersi appunto sul sentiero che conduce a San Felice e da dove seguiranno il loro lento cammino attraverso altri noti percorsi verso le coste pugliesi per dirigersi in Terra Santa.
Per concludere, dopo aver accennato brevemente la parte storica ed evidenziato l’ importanza della piccola e a vecchia strada mulattiera Corbara San Felice, vorrei sottoporre all’ attenzione delle nostre autorità’ amministrative, è di tante altre a cui arrivera’ questa pubblicazione, di non sottovalutare l’ argomento , anzi di svilupparlo ed
adoperarsi positivamente per rendere tali zone più’ accoglienti, di dedicare maggior cura ed interesse anche culturale avviando un progetto di rivalutazione di detta arteria e di tutto il circondario, dando il benvenuto nel più’ bel modo possibile, ai numerosi pellegrini soprattutto stranieri che giornalmente attraversano la nostra contrada ” Corbara” ed i vecchi sentieri. Cerchiamo quindi di apparire
più accoglienti, disponibili e solidali.

M.C.

Cittadino di Corbara.