“La tradizione di San Giuseppe nel borgo di Valogno”
Nel borgo romantico di Valogno il tipico rintocco delle campanelle di San Giuseppe suona soltanto a Marzo. Suonerà per nove giorni, periodo durante il quale la comunità entusiasta si raccoglierà per celebrare la Novena a San Giuseppe. È una tradizione molto radicata anche in questo piccolo paese, dove ogni anno attraverso tale ricorrenza si inaugurava la stagione primaverile che precedeva la Pasqua, quindi la chiusura del primo ciclo invernale. Del resto si può facilmente intuire che all’origine della festa popolare, si trovassero questi riti di passaggio inerenti al raccolto dei contadini. Non è sconosciuta a nessuno l’abitudine del tempo di radunarsi la sera accanto al fuoco, mangiando, bevendo, suonando, cantando e ballando dopo una giornata passata in campagna.
La variegata tradizione di cui parliamo è certamente frutto di un territorio ricco di usanze che nel tempo si sono tramandate assumendo ognuna un proprio carattere distintivo, mantenendo però inalterata la motivazione principale, e le forme più salienti, tanto più che l’usanza è presente in vari luoghi della Campania e del vicino Lazio.
Per esempio la Novena intona un antico canto che rispetto alla tradizione del borgo di Cascano, contiene piccole diversità sia nella melodia che nel testo.
Le “Cuccetelle” (pane di piccole dimensioni) che verranno distribuite da alcune famiglie a tutti, a motivo di voto segreto al Santo, ci suscitano l’immagine del momento in cui il profumo inconfondibile del fragrante pane raggiunge ogni casa, mescolandosi allo scoppiettio del fuoco dei forni antichi accesi.
Assistiamo al tipico caso in cui la tradizione religiosa si sposa con la tradizione popolare. Alcuni giorni precedenti la festa, in gruppo gli uomini preparano e compongono con dovizia delle radici arboree che lasceranno ardere la sera della Vigilia, il 18 marzo. Lungo tutto il borgo verranno accesi dei Fuochi, mentre molte famiglie apriranno le loro case ad amici, parenti e visitatori.
Rimane sempre una festa molto attesa e sentita, capace di regalare una serata speciale, dove verranno offerti, in uno spirito di assoluta serenità e gioiosa convivialità, vino delle colline del borgo, prodotti locali come vari tipi di minestre a base di legumi, anche la “Menestella” importata da Cascano, dolci tipici come le gustose “Crespelle” e le “Zeppole” di ricette rigorosamente valognesi.
All’origine della festa religiosa si cela la chiara e profonda devozione al Santo, ragion per cui ognuno aprendo la propria casa ed accogliendo tutta la gente venuta a trascorrere una beata serata, stabilisce dentro sé un sentimento intimo e significativo, il cosiddetto “voto a San Giuseppe”.
L’atmosfera calda ed invitante viene creata da una comunità sempre aperta alla condivisione, all’allegria, all’intimità e all’amicizia.
Chiunque voglia scoprire la cordiale accoglienza degli abitanti che con amore curano costantemente il loro borgo, impreziosito inoltre da colorati murales e da scorci caratteristici dove il tempo sembra si sia fermato, sarà il benvenuto in questo scenario!

A cura della dott.ssa Fiorella Tedesco.