Accadeva circa 40 anni fa tra il 1980 ed il 1981, allorquando sia la località Combra di Carano, quartiere che era in via di formazione, sia le case di emigranti Cellolesi, ma anche di contadini e pescatori lungo il fiume Garigliano, vennero prese di mira dalle Amministrazioni comunali di Sessa Aurunca e Cellole con l’invio di avvisi di abbattimento a tutti  i titolari delle abitazioni, costruite tra mille sacrifici, come prima ed unica casa.

Si formarono comitati spontanei e quello di Carano fu tra i più attivi con scioperi e manifestazioni sia a Caserta alla Prefettura che sotto il Comune di Sessa Aurunca. Cerrito, che già all’epoca, era un punto di riferimento per i problemi più disparati e sposò la loro causa con i contatti necessari, in primis con i due Sindaci dell’epoca di Cellole e Sessa.

Il primo atto di forza con militari e ruspe, lo fece il Sindaco di Sessa, sul Fiume Garigliano, per dare inizio alle demolizioni, con i poveri pescatori e contadini, le mogli e i figli che piangevano non avendo dove andare. Cerrito ed un gruppo di residenti capitanarono la protesta riuscendo a fermare le demolizioni. Nei giorni successivi, i due Sindaci di comune accordo, volevano procedere agli abbattimenti sulla località Combra di Carano e su via Fontana Vecchia nel Comune di Cellole. Di nuovo si riaggregò la protesta coordinata da Cerrrito con la convocazione di televisioni e della stampa e fu così, che intervenne la Prefettura di Caserta, che, dopo lunghi colloqui ordinò di sospendere gli abbattimenti e consentendo ai proprietari di fare ricorso con l’ Avvocato amministrativista prof. Spagna. Il tutto si concluse con la vittoria giudiziaria dei proprietari degli immobili.

Tra i presenti all’epoca dei fatti, un giovane Giuseppe Angelone di Carano, oggi titolare di uno stimato panificio che ricorda bene gli scioperi e le proteste e ci enuncia quei momenti di lotta. “Fu un momento difficile ero un ragazzino ma ricordo la tenacia di tutti noi capeggiati da Cerrito che ho risentito in questi giorni dopo quarant’anni, la spuntammo e fu una grand soddisfazione.” ha dichiarato Giuseppe Angelone.

Generazione Aurunca