La politica non dovrebbe mai diventare radicale, estrema ed improduttiva.

E’ quello che rischia di fare l’Amministrazione Comunale e parte dell’Opposizione e, in particolar modo, l’Assessore Lorenzo Di Iorio sulla vicenda Pet Coke.

In primis, ripercorriamo i fatti.

La società Intergroup, a causa di vettori provenienti dal porto di Gaeta, divenne protagonista di una vicenda di inquinamento del territorio aurunco nel marzo scorso, allorquando questi vettori persero una notevole quantità di materiale, denominato pet coke, sull’Appia. Furono in primis le associazioni ambientaliste di Gaeta, Big Brother Ambiente e poi, Generazione Aurunca ead intervenire per segnalare il danno.

Questa nostra segnalazione sortì l’effetto di controlli ed ordinanze di bonifica dell’area.

Veniamo ad oggi, l’Intergroup ha  deciso di riparare ai propri errori, anche a salvaguardia dell’occupazione e del lavoro del nostro territorio,  tentando una serie di incontri con le istituzioni e le realtà associative del territorio, come avvenuto con noi lo scorso venerdì con un sopralluogo e positivi impegni da parte della società. (Non sappiamo se sono solo promesse o fatti concreti, ma di certo la buona volontà è palese).

A restare in una posizione radicale è stata, invece, l’Amministrazione Comunale  che ha, dapprima, convocato un tavolo tecnico, andato tristemente deserto (brutta figura) e, sabato una assemblea pubblica a cui non sono stati invitati Generazione Aurunca ed il Partito Democratico, immaginiamo per puro dispettuccio e\o dimenticanza.

Presente all’assemblea anche una parte dell’opposizione, come il Cons. Crispino Marino e il M5S in una posizione critica nei confronti della società Intergroup.

Mentre, però, la politica discuteva per l’ennesima volta, Generazione Aurunca riusciva a raggiungere un risultato concreto: verifica diretta della bonifica e delle misure preventive, impegno per il miglioramento delle stesse e l’acquisto di nuovi macchinari e impegno anche di un sviluppo della struttura come ricaduta occupazionale sul nostro territorio.

A questo punto appariva, ormai, superata ogni altra discussione:  Ambiente e occupazione erano entrambi tutelati.

Strano, però, l’atteggiamento dell’Assessore DI Iorio in quale divenuto strenuo difensore e alleato di Legambiente anzi ancor più ambientalista radicale, sembra voler adottare nei confronti della Intergroup una pressione che potrebbe mettere a rischio investimenti e occupazione nel nostro territorio. Trapela di irregolarità amministrative della società nel 1991 sull’autorizzazione all’installazione dell’impresa e su questo potrebbero esserci forti pressioni.

A nostro avviso, Di Iorio sta percorrendo la strada sbagliata. Non si possono penalizzare occupazione ed ambiente in maniera così superficiale, ma bisognerebbe trovare soluzioni concrete e migliorative per il nostro territorio e a dirlo siamo noi, che per primi abbiamo sollevato il caso e stiamo monitorando giorno per giorno gli eventi.

La nostra preoccupazione è che la politica voglia fare dell’ingerenza sull’imprenditoria locale, con atteggiamenti che a noi non piacciono. Sappiano i politici in genere ma anche le imprese, che se noi dovessimo intuire che possano esserci forme di pressione  – NON CONDIVISIBILI –  su occupazione o altro, allora noi lo scriveremo e non solo, lo SEGNALEREMO.

Dunque, seguite la strada intrapresa da noi e da altri: dialogo con le imprese, impegni per la salvaguardia dell’ambiente, aumento dell’occupazione senza ingerenza della politica.

GA

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