Aggiornamento del 10 marzo 2015.

Gen. Info: Ultim’ora.
Tre lidi di Baia Domizia​ vincono i rispettivi ricorsi al TAR Campania contro il Comune di Cellole.
Sono state rese pubbliche nelle ultime ore le 3 sentenze , che annullano le ordinanze emesse nel mese di maggio 2014 dall’ufficio tecnico comunale, di “demolizione delle opere abusive”, condannando, altresì, l’amministrazione comunale al pagamento delle spese di lite, per complessivi 1200 €, oltre oneri di legge, per un totale di oltre 4000 €.
A breve il dettaglio delle motivazioni.

Leggi in calce il nostro articolo di luglio 2014 sui medesimi ricorsi.

I ricorsi per l’annullamento, previa adozione di idonee misure cautelari di tre diverse Ordinanze emanate a  maggio 2014 in materia di demanio marittimo dal Responsabile dell’Area Tecnica ing. Giuseppina Morrone, con le quali 3 stabilimenti balneari di Cellole venivano diffidati a provvedere, entro il termine di giorni 30 dalla notifica  all’eliminazione delle opere abusive realizzate ed al ripristino dello stato dei luoghi, al fine di rendere tutta la struttura di facile rimozione come da Permesso di Costruire.

L’adozione della misura cautelare richiesta dai ricorrenti è stata decisa nella camera di consiglio di giovedì 24 luglio 2014 con l’esito della concessione ai ricorrenti di sospensione cautelare ed avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito. I giudici Amministrativi accogliendo il ricorso, hanno fissato l’udienza pubblica per la discussione del merito al 5 febbraio 2015.

Ecco le motivazioni, coincidenti per due stabilimenti, in cui i giudici amministrativi: “Letto il ricorso con il quale si contesta l’ordinanza di rimessione in pristino di alcune opere realizzate nello stabilimento balneare facente capo alla parte ricorrente; Rilevato che la contestazione riguarda alcune strutture che “risultano non essere di facile rimozione”; Che, quanto al fumus, allo stato, appare apprezzabile la deduzione che le opere sono conformi al progetto; Rilevato comunque che, nella comparazione degli interessi, al danno imprenditoriale prospettato dalla parte ricorrente non fa riscontro un danno irreversibile all’interesse pubblico edilizio, atteso che si tratta di strutture per le quali si contesta (ripetesi) solo la non “facilità” di “rimozione”;

In uno dei 3 casi, i Giudici del Tribunale Amministrativo, con sede nello storico palazzo dell’ex Grand Hotel de Londres, in piazza Municipio a Napoli hanno: “Rilevato che la contestazione riguarda “le finiture e i divisori interni [che] risultano non essere di facile rimozione”; Che, quanto al fumus, allo stato, appare apprezzabile la deduzione che le opere sono conformi al progetto;Rilevato comunque che, nella comparazione degli interessi, al danno imprenditoriale prospettato dalla parte ricorrente non fa riscontro un danno irreversibile all’interesse pubblico edilizio, atteso che si tratta di strutture per le quali (ripetesi) si contesta solo la non “facile rimozione”.

Pertanto, nei tre diversi casi ha concesso la cautela e fissato l’udienza pubblica per la decisione nel merito della causa al 5 febbraio 2015.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto in via cautelare i ricorsi e per l’effetto sospeso i 3 provvedimenti impugnati, compensando il pagamento delle spese della presente fase cautelare.