Si è tenuto ieri mattina a Cellole un atteso consiglio comunale straordinario, convocato a seguito della richiesta della minoranza consiliare, con all’ordine del giorno comunicazioni del sindaco a seguito del lodo arbitrale tra comune di Cellole e fallimento della società Egeaservice (già Eco 4).

Ad aprire il consiglio, il sindaco Aldo Izzo, che ritiene questa vicenda “una congiura politica” da parte di alcuni soggetti che puntano a scalare il comune. Dopo aver consultato, negli ultimi giorni, alcuni giudici e esperti della materia, ha annunciato che l’amministrazione impugnerà il lodo arbitrale. Sarebbe stata, secondo il sindaco, architettata una truffa ai danni della comunità, che ha già pagato il servizio, riscosso direttamente dal gestore negli anni dal 2002 al 2005. Chiederà i tabulati in possesso delle Poste Italiane, in modo da sostenere la difesa del comune, invitando la cittadinanza a produrre le ricevute e/o fatture di pagamento della Tariffa per gli anni 2002/2006. Tutti presenti nella maggioranza, assente per motivi di salute il Capogruppo Tommaso Martucci.

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Alcune pagine del lodo in cui il collegio riporta dal 2002 al 2004 quanto ritiene, atti alla mano, corretto e dovuto dal comune al fallimento dell’Egeaservice.

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Alcune pagine del lodo in cui il collegio riporta dal 2005 al 2006 quanto ritiene, atti alla mano, corretto e dovuto dal comune al fallimento dell’Egeaservice.

Al sindaco hanno replicato due dei consiglieri della minoranza, Umberto Sarno e Giovanni Di Meo. Quest’ultimo, ha sottolineato più volte che devono essere individuati i responsabili perché a pagare non possono essere i cittadini ed invierà il lodo ad un magistrato contabile di fuori regione, che a titolo gratuito e fuori dal servizio, metterà a disposizione la sua professionalità. Umberto Sarno, venuto in possesso di copia del lodo, pochi minuti prima dell’inizio del consiglio, ha chiesto al sindaco di far riprodurre copie del lodo da distribuire ai circa 50 cittadini intervenuti ad assistere alla discussione. L’arbitrato è durato 22 mesi, “l’amministrazione come mai non ha prodotto gli atti richiesti dal collegio nel corso della procedura?” Infine, sentita la dichiarazione “se il sindaco è a conoscenza di fatti non notori a supporto della tesi della “truffa” provveda a denunciare il tutto alle autorità competenti, altrimenti”. Infine, il vicesindaco Lepore ha ribadito al sindaco di mantenere freddezza e lucidità per far valere le ragioni della comunità, individuando alcuni punti del lodo che ritiene possano essere deboli. A margine del consiglio, a seguito di invito esteso a tutti, si sono registrati due interventi da parte di cittadini. Degno di nota quello dello stimato dott. Damiano Verrengia. Un intervento di alto profilo, derivante dall’esperienza amministrativa e politica.

Il compenso per gli arbitri nominati dalle due parti è di circa 150 mila €, a cui vanno circa 10 mila € per 2 Consulenti Tecnici, 7.300 € per il deposito del lodo ed infine il costo dell’assistenza legale; per un totale di 175 mila, oltre alla condanna di 6,2 milioni €.

Si attende, ora, di conoscere le motivazioni dell’impugnazione e il costo per l’assistenza legale, che già si preannuncia alto, superiore a 50 mila €.

 

 

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Il Mattino Gazzetta di Caserta