I Presidenti delle 5 articolazioni provinciali della Federazione nazionale dei titolari di farmacia (Federfarma) ed i rappresentanti dell’ Ordine dei Farmacisti dellE Province di Caserta, Napoli, Benevento e Salerno hanno presentato un esposto al vaglio dell’autorità giudiziaria competente, individuata nel Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, con sede nel Castello Aragonese di Aversa. Sottoposti al vaglio dell’autorità giudiziaria, una serie di fatti, contenuti nelle 9 pagine che compongono l’atto. “Ormai da diversi anni nelle province di Caserta, Napoli e, in misura minore, Avellino, è ampiamente presente il fenomeno dell’esercizio, da parte degli Enti Comunali, del diritto di prelazione per la titolarità delle nuove sedi farmaceutiche”. Nella missiva viene ripercorsa la costituzione e il funzionamento del Consorzio CISS (costituito da vari comuni), della società IGESS (formata da privati) e della società mista pubblico-privata Incofarma. Si fa riferimento al caso del comune di Cellole, che con delibera del consiglio comunale (allegata all’esposto), ha disposto l’adesione al consorzio CISS, affidando conseguentemente la gestione alla società mista, amministrata da un assessore comunale di Sessa Aurunca. “Di fatto la gestione delle nuove sedi farmaceutiche viene effettuata da una società privata”, individuata nella società IGESS SpA, che “risulta essere di proprietà per il 45,91% della MAGES srl con sede a Baia Domizia (allo stesso indirizzo della IGESS spa), per il 45,45 % della GESS srl e per l’1,09% della GDELMES srl”. Il comune che aderisce al consorzio CISS, proclama la convenienza dell’operazione, “senza che i relativi deliberati siano neppur supportati da studi di fattibilità tecnico-economici giustificativi dell’adesione”.
Si evidenzia, infine, la natura pubblicistica del servizio farmaceutico e l’evoluzione della normativa sulla gestione delle farmacie comunali, quindi anche sul partenariato pubblico-privato. Tutto ciò premesso, “apparendo evidenti i comportamenti antigiuridici segnalati”, i firmatari chiedono al Procuratore di verificare e valutare “se dagli stessi emergano anche violazioni della legge penale”.
