Si è tenuta giovedì mattina la 74^ udienza del Processo a Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei casalesi, attualmente detenuto ed assente per rinuncia in questa udienza. La difesa di fiducia dell’imputato, Cosentino, è affidata all’avv. Agostino De Caro, assente l’altro legale Stefano Montone.

Davanti al Presidente della I sezione penale, collegio C, del tribunale di S. Maria Capua Vetere, per la nona volta è stato esaminato il teste Giuseppe Valente, ex presidente del Consorzio CE4 e della ECO4, che, a gennaio 2014, ha manifestato la volontà di collaborare con la giustizia, iniziando a conferire in numerosi verbali, il primo del 4 febbraio, per la maggior parte ancora coperti da segreto istruttorio. Il collaboratore è difeso dal legale Domenico Esposito.

Prima di cominciare con il contro-esame di Valente gli avvocati della difesa dell ex sottosegretario all’Economia, hanno rilevato in aula una questione, che potrebbe rivelarsi, qualora non fosse già stata affrontata, importante per lo svolgimento del processo. Si tratta delle dichiarazioni rese da Giuseppe Valente,  una delle quali, l’ex presidente del Ce4 – ha sostenuto l’avvocato De Caro – presente solo nella lista della difesa, quindi l’accusa, stando a quanto precisato dalla difesa, non avrebbe potuto sentire in fase di esame l’ex presidente del Consorzio Ce4. Il P.M. Milita ha spiegato che l’argomento, collegato ad un errore nella compilazione della lista testi, era già stato trattato e risolto prima di iniziare l’esame del collaboratore di giustizia. Il Presidente del Tribunale, si è riservato di verificare il problema sollevato dalla difesa e l’avvocato, a sua volta, si è riservato di chiedere l’inutilizzo delle dichiarazioni del pentito Valente in fase di esame della D.D.A.

Il teste Valente, è stato, inizialmente, interrogato, in difesa dell’ On. Cosentino. Valente, ha riferito di essere stato eletto Presidente del Consorzio CE 4, con verbale del 01/09/1999, assemblea poi annullata dal T.A.R., e, successivamente riconvocata, nel dicembre 1999, con la nuova e definitiva elezione a Presidente. Alla domanda su chi fosse il Presidente in precedenza, il collaboratore ha risposto “mi sembra di ricordare che fosse un funzionario del comune di Sessa Aurunca.”

L’avvocato De Caro ha chiesto a Valente quando e dove fosse nata l’intenzione di cambiare la maggioranza del Consorzio. “Primo input – ha risposto il collaboratore di giustizia- mi fu dato a fine estate del 1999 dal commercialista Parente. Poi ne parlai con i referenti politici”. Succesivamente, è stata trattata la creazione di Impregeco“Quale ruolo – è stato domandato al teste – ha avuto l’allora governatore Bassolino nella sua costituzione? Era d’accordo? Bassolino, in qualità di commissario straordinario, – ha risposto Valente, – era l’altro contraente dell’ accordo”. Da Impregeco si passa alla vicenda Fibe. In che modo si voleva sostituire Fibe? ”Furono mosse critiche tecniche per soppiantarla“. L’avvocato di Cosentino ha poi chiesto a Valente della struttura di Impregeco: “Era costituito dal consorzio Ce4, Napoli1 e Napoli3. Il 66% era in mano al centro sinistraNon avevo però  alcun interesse, – ha precisato il collaboratore di giustizia – a far si che quello che gestivo io direttamente potesse esser gestito con il centro sinistra.” Altro episodio. La vicenda Torrione. “Avere quella discarica – ha domandato l’avvocato al pentito, – cosa avrebbe significato? È un’azione di favore a Fibe? No, a favore nostro, – ha sostenuto Valente. – Avrebbe creato nuovi indotti ed un peso maggiore nostro per contrattare”.

La prossima udienza è stata fissata per il 26 febbraio 2015, alle ore 9, con il continuo dell’esame del collaboratore da parte della difesa dell’On. Cosentino.