Dal lontano 2014 buona parte della Regione Campania ed incluso gran parte del territorio Aurunco si trovano a contrastare una delle problematiche più impegnative in termini di agricoltura e nello specifico riguardo il settore castanicolo, il Galligeno del castagno.
Il Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, conosciuto anche come cinipide galligeno del castagno, è un piccolo imenottero considerato tra gli insetti più temibili per il castagno. Da anni questa specie molto temibile ha messo in ginocchio gli imprenditori del settore del Comune di Sessa Aurunca ed in particolare del Comune della vicina Roccamonfina, inducendo l’ente di tutela ad approvare il decreto Ministeriale del 2 dicembre 2015 pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 292 del 16.12.2015 che riconosceva il carattere di eccezionalità dei danni causati alle produzioni castanicole dal cinipide galligeno del castagno.
A tal riguardo riportiamo l’aggiornamento delle linee generali d’intervento per il contenimento del cinipide del galligeno del castagno.
Le misure fitosanitarie previste e di seguito enumerate
a) Sono da attuarsi su tutto il territorio regionale, considerato interamente zona delimitata di insediamento, e sono differenziate: per tipologia produttiva del castagneto, castagneto in ambito forestale e castagneto da frutto, tenendo conto del ritrovamento dei sintomi o della presenza dell’organismo nocivo, e sono stabilite privilegiando la lotta biologica. Tale scelta strategica è adottata dalla Regione Campania:
– in considerazione del fatto che in un sistema eco forestale come quello castanicolo la lotta chimica è piuttosto complessa e difficilmente gestibile;
– con la consapevolezza che la lotta biologica attuata con il metodo propagativo, avendo come obiettivo il ripristino degli equilibri fitofago-parassitoidi, richiede tempi medio – lunghi.
b) Sono promosse o all’occorrenza prescritte al proprietario/conduttore dei castagneti da frutto o dei castagneti in ambito forestale, rispettivamente dal Servizio fitosanitario regionale, attraverso le sedi provinciali competenti per territorio, o dagli Enti delegati presenti sul territorio su indicazione del Servizio fitosanitario regionale.
c) Devono essere preventivamente comunicate, se le operazioni da effettuare sono oggetto di prescrizione, al Servizio fitosanitario regionale – Sede provinciale competente per territorio, il quale potrà disporre che le operazioni stesse siano effettuate alla presenza di un Ispettore fitosanitario.
1) In caso di ritrovamento di galle secche dell’anno precedente, per favorire l’insediamento degli antagonisti naturali, si procederà a:
– non asportare le galle;
– asportarne nella misura massima prevista per la realizzazione di un programma di monitoraggio per la valutazione dell’insediamento degli antagonisti naturali; – non bruciare i residui di potatura e lasciarli nel campo almeno fino alla fine del mese di maggio per permettere l’emergenza del T. sinesis.
2) Per i castagneti in ambito forestale (bosco ceduo, bosco d’alto fusto, bosco misto) è vietata la movimentazione del legname di castagno dal 1° aprile al 30 settembre di ogni anno. A tale disposizione si può derogare se il materiale vegetale di castagno è completamente privo di rami e foglie.
3) Nei siti oggetto di monitoraggio a qualsiasi titolo è necessario individuare, contrassegnare e comunicare al Servizio fitosanitario regionale un campione di piante colpite, in modo da poterle ricontrollare alla ripresa vegetativa e verificare l’incidenza delle infestazioni da D. kuriphilus, il livello di parassitizzazione da antagonisti naturali e, nei castagneti da frutto, il grado di resistenza o tolleranza delle varietà agli attacchi di cinipide.
4) All’interno o nei dintorni di qualsiasi tipologia di castagneto, sarà tutelata e promossa la presenza di aree naturali non coltivate (siepi, filari alberati, aree boscate, boschi di querce, ecc) che possono costituire un importante serbatoio di organismi utili che rappresentano una fonte di biodiversità essenziale al mantenimento dell’ecosistema.
5) La Regione Campania, per quanto possibile, incentiva l’effettuazione di lanci dell’antagonista naturale T. sinensis in tutti i castagneti regionali, dando priorità ai castagneti situati in fascia tampone, ai siti dove sia stata accertata un’elevata percentuale di infestazione ed una bassa fonte: http://burc.regione.campania.it percentuale di parassitizzazione dell’organismo nocivo, ai siti dove non sono stati mai effettuati lanci di T. sinensis, ai castagneti ubicati in particolari aree compromesse da un punto di vista idrogeologico e ambientale. Tale azione sarà realizzata su diretta indicazione del Servizio fitosanitario regionale o su propria delega.
6) Per favorire la diffusione di parassitoidi indigeni e l’insediamento del T. sinensis, nei castagneti da frutto oggetto di introduzioni programmate dell’antagonista specifico del cinipide, sarà prescritto di: – non distruggere gli scarti di potatura prima della fine di maggio, in modo da favorire la diffusione del torimide. Gli scarti di potatura potranno essere raccolti ed essere distrutti o asportati durante le operazioni di ripulitura dei castagneti precedenti la raccolta, poiché in quello stadio l’antagonista è già uscito dalle vecchie galle e ha già parassitizzato quelle formatesi nell’anno in corso; – non effettuare, a titolo precauzionale, trattamenti insetticidi di alcun genere nel raggio di almeno 200 metri dal luogo in cui sono stati effettuati i lanci del torimide, per almeno tre anni dall’ultimo lancio del torimide; – favorire lo sviluppo di specie quercine spontanee sia nei castagneti da frutto, sia nei cedui, lasciando quante più matricine possibile, avendo cura di non distruggere le eventuali galle presenti su di esse (che possono ospitare antagonisti autoctoni); – non bruciare materiale vegetale nel raggio di 50 metri dal luogo del rilascio degli insetti utili nelle due settimane successive al lancio, per almeno tre anni dall’ultimo lancio. Il fumo infatti interferisce con le prime fasi di insediamento del parassitoide.
7) Per il ripristino dei castagneti oggetto di attacco del cinipide e, più in generale, per il mantenimento della vigoria delle piante e della produttività dei castagneti, è utilizzabile l’applicazione dei metodi di difesa integrata approvati dalla Regione Campania e l’applicazione delle misure di carattere agronomico per prevenire e contenere il degrado vegetativo, produttivo e sanitario del castagneto da frutto, così come approvate con DGR n. 104 del 27/05/2013.