Negli ultimi mesi, molte compagnie telefoniche (tra le quali TIM, VODAFONE e FASTWEB) hanno rimodulato la cadenza della fatturazione da “mensile” a “quattro settimane (28 giorni)”. Con questo escamotage, in un anno sarebbero state emesse ben 13 bollette, anziché 12. Alcune stime parlando di miliardi di euro di incasso in più per le potenti compagnie.

Ma a contrastare tale condotta ci ha pensato dapprima l’AGCOM (Autorità per le Comunicazioni) e poi il Legislatore. Da un lato infatti sono state irrogate sanzioni pecuniarie alle compagnie e dall’altro è stato imposto il divieto, per legge, di fatturazione al di sotto della soglia “mensile”. Una buona notizia per i tanti consumatori, ma non finisce qui.

Le compagnie, infatti, dovranno versare quanto indebitamente sottratto ai consumatori a titolo di rimborso, unitamente agli interessi legali e ad un indennizzo forfettario calcolato in max Euro 50.

Ci si potrà rivolgere ai CoReCom Regionali, dopo aver inviato, senza esito entro 45 gg dalla ricezione, un atto di diffida/reclamo al proprio gestore.

L’associazione dei consumatori “Movimento difesa del Cittadino” ha elaborato un modello di reclamo da compilare ed inviare al proprio gestore (clicca qui per scaricarlo —-> allegato_28628_1 ).

In mancanza di risposta entro 45 giorni, è possibile avviare la procedura di conciliazione presso il CoReCom della propria regione. Anche se non obbligatorio, consigliamo l’assistenza di un legale.

Per qualsiasi dubbio, non esitate a contattarci.

Sempre al vostro fianco.