Da tempo Generazione Aurunca si sta occupando della lunga e tortuosa procedura per definire il luogo che dovrà ospitare il “Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi“, ecco gli ulteriori aggiornamenti riguardo i criteri di scelta.

In data 20 Luglio 2015,  l’ISPRA ha consegnato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero dello Sviluppo Economico, l’aggiornamento della relazione prevista dal D.Lgs n. 31/2010 sulla proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) alla localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi predisposta dalla SO.G.I.N. S.p.A.

Tale aggiornamento era stato richiesto dai Ministeri affinché l’Istituto svolgesse verifiche, ai fini della validazione dei risultati cartografici ed in merito alla coerenza degli stessi con i criteri stabiliti dalla  Guida Tecnica n. 29 dell’ISPRA e dalla IAEA, sulla  revisione operata dalla SO.G.I.N. nel recepire i rilievi formulati dall’Istituto stesso sulla proposta di CNAPI già presentata lo scorso mese di Gennaio.

A seguito delle verifiche effettuate sull’aggiornamento della proposta di CNAPI e della relativa documentazione a supporto presentato dalla SO.G.I.N., l’ISPRA non ha formulato ulteriori rilievi.

La relazione dell’ISPRA, considerata la classificazione di riservatezza attribuita dalla SO.G.I.N. alla proposta di CNAPI, è stata analogamente classificata e sarà tale, conformemente alle vigenti disposizioni, sino alla pubblicazione della CNAPI da parte della SO.G.I.N. a seguito del nulla osta che sarà rilasciato dai Ministeri.

Secondo Sogin il deposito nazionale dovrebbe costare 1,5 miliardi di euro e creare 1.500 posti di lavoro durante la realizzazione e 700 posti di lavoro una volta a regime. Una cifra che è stata contestata facendo riferimento al deposito francese dell’Aube, nei pressi di Troyes, dove sono operativi 230 addetti diretti e 512 totali contando l’indotto, mentre a El Cabril in Spagna quelli diretti sono 180. Si ritiene che quel numero di occupati cui fa riferimento Sogin sarebbe legato al Polo tecnologico collegato al deposito, ma su questo progetto si sa poco o nulla.

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