Le elezioni di secondo grado del consiglio provinciale di Caserta, si terranno questa primavera, in data ancora da definire, entro 30 giorni dalla scadenza naturale del mandato del Presidente Zinzi, proclamato eletto il 7 aprile 2010.

Il provvedimento di indizione dei comizi, per l’elezione dei nuovi 16 consiglieri provinciali oltre che del Presidente, sarà adottato entro il 40° giorno antecedente quello della votazione.

Nei 2 seggi dislocati nel territorio provinciale, saranno chiamati a votare sindaci e consiglieri comunali in carica nei 104 comuni al 35° giorno antecedente le votazioni, circa 1300.

Le liste dei candidati saranno presentate nel 21° o 20° giorno antecedente le votazioni, con candidati in numero minimo di 8 e massimo 16. Sono eleggibili a consiglieri provinciali, i sindaci e consiglieri comunali in carica, mentre, per l’elezione del Presidente sono eleggibili i sindaci della Provincia il cui mandato scade non prima di 18 mesi. Fino al 26 dicembre 2017, non si applicheranno le disposizioni a tutela della rappresentanza di genere.

Si tratta, in sintesi, di consultazioni che si decidono nelle cosiddette stanze dei bottoni: non bisognerà più ottenere il suffragio popolare bensì quello degli amministratori comunali.

Con le ultime modifiche, per le elezioni dei consigli provinciali è consentita l’espressione del voto di lista con un’eventuale preferenza, mentre, in precedenza, si prevedeva, il solo voto ad un candidato a consigliere provinciale.

Il riparto dei seggi tra le liste avverrà con il sistema proporzionale d’Hondt, che prevede la divisione del totale dei voti di ogni lista per 1, 2, 3, 4, 5… fino al numero di seggi da assegnare.

In base al decreto Delrio, a ciascun consigliere viene attribuito un indice che rappresenta il numero che l’amministratore esprimerà nell’urna.

Sono cinque le fasce di voto in cui è possibile dividere i 104 comuni della provincia. C’è una prima fascia composta dalle città, cioè Caserta, Marcianise, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere e Aversa. Una seconda che abbraccia i Comuni dai 10mila ai 30mila abitanti, una terza che comprende i comuni che vanno dai 5mila ai 10mila. A scendere, poi ci sono i comuni tra i tremila e i cinquemila abitanti, e, per poi completare il quadro, quelli al di sotto dei tremila abitanti. In questo quadro, conterà moltissimo il peso delle cinque grandi città e dei suoi 129 consiglieri comunali ciascuno dei quali può esprimere un indice di 229,760 che è quasi tre volte superiore a quello dei comuni di seconda fascia.

Un consigliere di seconda fascia, come quelli di Sessa Aurunca, infatti, può esprimere un indice di 86,849 che, però, viene bilanciato dal numero degli amministratori, circa 420, che è circa tre volte e mezzo superiore a quello di prima fascia.

La differenza di peso tra seconda e terza fascia, invece, è meno marcata. L’indice attribuito a questi 343 consiglieri, inclusi quelli di Cellole, è di 68,059.

La differenza diventa di nuovo importante scendendo nei comuni tra tremila e cinquemila abitanti. I 111 consiglieri che si trovano in quella fascia, infatti, possono esprimere un indice di 39,647 che si dimezza ulteriormente per l’ultima fascia nella quale votano 407 consiglieri comunali: per loro l’indice, infatti, è di 18,712.

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