La tossicodipendenza è una malattia che si fonda sull’ intenso desiderio psichico della droga, la cui funzione è simile a quella di un farmaco. In questo ultimo periodo i dati sul fenomeno sono sconcertanti, rilevano infatti una diminuzione dell’età media di consumo che si abbassa vertiginosamente ed un aumento notevole dei consumatori abituali.

A Sessa Aurunca in questi ultimi mesi il fenomeno si è intensificato, ma, per fortuna, le forze dell’ordine non lasciano spazi di crescita e libertà a questo circuito, intervenendo con continui arresti e misure restrittive. Si sta creando una vera “piazza di spaccio” tra Sessa Aurunca e vari comuni limitrofi, come Teano e Cellole. Su un sito locale si legge che “presto potrebbe esserci qualche clamorosa sorpresa, a seguito dell’inchiesta che in questi mesi stanno conducendo i Carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca.” Ad essere attori protagonisti sono i giovani, sia per consumo che per spaccio. I primi intenti ad un “adeguamento sociale” o alla ricerca di nuove emozioni, i secondo attratti dal “soldo facile” e da una prospettiva di vita agiata.

E’ giunto il momento di dire BASTA.

Non è più possibile sottovalutare il problema e, insieme al lavoro continuo e intenso che le forze dell’ordine stanno brillantemente conducendo, è assolutamente necessaria una sensibilizzazione ed un’educazione, prima familiare e poi sociale. La droga, anche quella ritenuta “leggera“, produce effetti devastanti sull’organismo, in particolare sul cervello, il quale, spinello dopo spinello, si spegne inesorabilmente.

Inoltre, non bisogna trascurare l’aspetto “economico“. Data la crisi ed una diminuzione di affari in generale, il circuito dello spaccio è una fonte sicura di profitto per la camorra, che cerca sempre più di prendere il controllo monopolistico sull’affare e di ciò ne sono prova tutti i precedenti nella nostra regione.

Generazione Aurunca esprime piena solidarietà alle forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo senza sosta e invita tutti coloro che sono i difficoltà, a causa di questo fenomeno, a rivolgersi ai centri preposti. Esiste un consultorio diocesano, esistono tanti psicologi e associazioni specializzate quindi chiedere aiuto è in questo caso un dovere civico, per la propria rinascita e per quella della comunità intera.