Questa mattina il territorio aurunco piange la scomparsa di uno dei suoi uomini migliori, Mons. Cosma Capomaccio.
Un’intera esistenza vissuta al servizio del prossimo, in senso concreto, spirituale ma anche e, soprattutto, intellettuale. Il contributo del sacerdozio di Don Cosma è stato duplice: sociale e culturale. Fondamentale è stata l’impronta data a Cellole, città dove ha svolto per anni la sua missione pastorale, contribuendo alla crescita di una comunità che da piccola frazione di Sessa Aurunca si è emancipata in una realtà dinamica e vitale.
Don Cosma ebbe il ruolo di pastore della chiesa di San Marco e San Vito, intuendo l’importanza dell’impegno sociale che si concretizzò in Cellole con la creazione di un Gruppo Folk, della Sagra dei Fagioli nata nel 1974 e dell’ormai rituale Incendio del Campanile.
Divenuto successivamente parroco della cattedrale, ha guidato generazioni di giovani e numerosi fedeli. Per il suo amore per l’arte, per la storia e per la cultura di questo territorio, è stato autore di testi estremamente importanti tra cui ricordiamo La Basilica Cattedrale di Sessa Aurunca del 1999, San Leone IX del 2004, San Lazzaro del 2004, Pagus Cellarum (libro storico culturale su Cellole).
La comunità civile e religiosa del Territorio Aurunco tutta, Sessa e Cellole in particolar modo, debbono molto a Don Cosma Capomaccio, che oggi piangono con grande dolore.
Generazione Aurunca è vicina alla famiglia in questo difficile momento.
I funerali si terranno domani, 20 agosto, alle ore 11:00, presso la Cattedrale di Sessa Aurunca.
Riposa in pace, Don Cosma…