Negli anni ottanta, Sessa Aurunca era una città florida, talmente florida che due Istituti Bancari provinciali condotti da cittadini aurunci (Girfatti e Lillo) erano di provenienza sessana. Il commercio era discreto, esisteva una attiva Pretura, una rete industriale apprezzabile ed una serie di servizi amministrativi.
Inoltre Baia Domizia, ancorchè in difficoltà a causa delle immigrazioni causate dal terremoto e del bradisismo, reggeva ancora turisticamente.
Poi, giunsero i primi anni novanta e Sessa Aurunca visse un momento molto difficile proprio nel primo anno – il 1990- con la famosa disfida tra lista Civica Campana e la Democrazia Cristiana, dove politica e criminalità, tensioni e divisioni raggiunserò il culmine.
Tutto si riassestò con la prima Amministrazione Meschinelli, che ebbe dei momenti di virtuosismo (cosa che non ebbe invece il secondo mandato dell’amato Preside) che trascinarono sino al 1996 Sessa Aurunca in una situazione di fermento culturale e sociale.
Solo nella metà nel 1997 alcuni segnali negativi iniziarono a palesarsi, ma nessuno immaginava che da lì a poco, il destino della bella città aurunca sarebbe cambiato in pochi mesi.
Nel 1997, si insediò la nuova Amministrazione Comunale; Meschinelli perse le elezioni e vinse una coalizione di Centrosinistra con a capo il Sindaco Giuseppe Fusco da Carano, il vice dell’epoca era l’attuale Sindaco Silvio Sasso e l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Di Iorio e con all’interno alla regia il futuro deputato regionale Gennaro Oliviero.
Nubi oscure si affacciarono sul futuro della città ed una serie di eventi funesti dal punto di vista economico e sociale iniziarono a susseguirsi.
In primis la crisi della Morteo Soprefin Spa, la grande industria di produzione di container che faceva invidia a molti, raggiunse il suo culmine. Operai sui tetti, tentativi speculatori ed alla fine la fabbrica chiuse ed un perno industriale del territorio smise di produrre con danno all’economia tutta.
La crisi della Morteo fu solo la prima: pochi mesi dopo, iniziò il triste calvario della Formenti, feudo industriale del socialista Gennaro Oliviero, ingolfata di assunzioni, non più concorrenziale, che durante quegli anni dell’amministrazione Fusco iniziò una discesa inarrestabile che ne determinò la chiusura.
Pochi mesi dopo il giuramento del Sindaco Giuseppe Fusco, una altra grave sciagura si abbattè sulla nostra terra: la perdita del Tribunale.
Sessa Aurunca era stata prescelta, per prestigio e per natura, come sede della sezione distaccata del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Sottobanco, però, una manovra politica del Governo Prodi, condotta dal Ministro Lamberto Dini ed altri politici locali, riuscì a scippare sotto il naso di Fusco ed Oliviero, l’agognato Tribunale che finì a Carinola.
Inutili furono le manifestazioni dei cittadini, la perdita fu incolmabile.
Così come in quel periodo, Sessa Aurunca perdeva un altro elemento di centralità: L’Agenzia delle Entrate, la cui sede fu posizionata in Teano.
Non finì qui. In quella stagione si decretò anche la desertificazione del Centro Storico. Si ebbe l’idea di acquistare l’ex sede della Banca Massicana in Via XXI Luglio. Luogo lontano dal Centro della città, senza parcheggio, con stanze amene e scomode.
Con quell’importo si sarebbe potuto aggiustare qualsiasi edificio del Centro Storico (come l’ex carcere), ma tale fu la scelta.
Il Municipio, in una strategia politica incomprensibile, fu diviso in due ed il centro cittadino ne risentì con durezza e con una crisi commerciale che ancora oggi è lampante.
Un periodo scellerato dal punto di vista delle scelte per il futuro della città a cui si unì anche una durissima crisi per Baia Domizia.
In quel periodo ci furono grossi problemi di inquinamento balneare e Baia Domizia iniziò a spopolarsi, con la fine di grandi miti come il Parco Svedese, la chiusura di locali come il Piccadilly.
Venti anni dopo, lo schema si è riproposto.
Stavolta il Sindaco è divenuto Silvio Sasso ed il Vice è il figliolo dell’ex sindaco Giuseppe Fusco. Il dominus politico è sempre Oliviero e Lorenzo Di Iorio è un fido alleato.
La storia si ripete, non cambia….pertanto, tutti i sessani farebbero bene a comprarsi un amuleto.