Il gran rifiuto che salvò Sessa Aurunca – Episodio 2

 

Questa è una follia politica, vi farò vedere io cosa succede se non vincete!” –  urlò Mario Landolfi nella sezione di Alleanza Nazionale di Piazza Castello a Sessa Aurunca.

Era qualche giorno dopo il 28 Maggio 2002, primo turno delle elezioni amministrative.

Un militante di Lauro di Sessa Aurunca, da poco scomparso, gli rispose a denti stretti: “ma chi sono queste persone?” e lo espresse in dialetto autentico e spontaneo. Si, perchè Mario Landolfi, quel giorno, non era solo, con lui c’era Giuseppe Valente, Presidente del CE4 ed altri uomini dal viso truce ed arrabbiato, molto arrabbiato, perché proprio a Sessa Aurunca stava per saltare la strategia di affermazione del progetto della Lobby politica Eco4.

Nel 2002, Sessa Aurunca,  era chiamata alle urne ed era uno dei Comuni principali per dimensioni ed importanza del Consorzio Intercomunale CE4, la cui operatività, ricordiamo,  era stata affidata alla società mista ECO4 spa dei Fratelli Orsi (cfr episodio 1), in forte odore di camorra.

Il “mondo inquietante” Eco4 era già penetrato  a Sessa Aurunca con affidamenti temporanei, ma si puntava al sostanzioso affidamento decennale, già passato a Cellole e per far ciò , in vista delle elezioni, l’azienda ed il consorzio avevano costituito una fitta rete politica in tutto il territorio.

Se Vito Santilli era stato inizialmente il riferimento provinciale, ora il dipendente Eco4,  Lorenzo Di Iorio, era assurto a punto di coordinamento politico,  grazie ai buoni rapporti con un politico navigato come Giuseppe Sagliocco, con l’On. Nicola Cosentino e con altri politici del tempo.

A Sessa si doveva vincere a tutti i costi. L’asse, allora dominante, del Ce4, perdendo Sessa, avrebbe diluito consistenza politica e ciò non piaceva, soprattutto a due big del territorio: Nicola Cosentino e Mario Landolfi, ma soprattutto a Giuseppe Valente.

Facciamo un passo indietro.

A Sessa Aurunca, la maggioranza uscente di centrosinistra era in forte dissidio interno; Giuseppe Fusco, il Sindaco uscente,  aveva avuto  contrasti con le altre anime della sinistra negli ultimi mesi di vita dell’Amministrazione.

Erano saltati gli schemi ed il vecchio centrosinistra basato sull’asse PPI-DS-SDI si era disgregato.

Il centrodestra di allora, invece, era piuttosto debole e con una sola figura emergente: l’assessore provinciale all’agricoltura Pietro Falco.

Falco, ragazzo integerrimo, non godeva della simpatia della Lobby politica Eco4,  stante che mesi prima, si era opposto fermamente e con successo all’affidamento del servizio decennale e  sempre prima delle elezioni, aveva avuto “l’ardire” di contrastare niente di meno che Michele Orsi in persona, il quale aveva reagito con velate minacce.

Nelle settimane precedenti la campagna elettorale, si tentò un aggancio con i partiti di centrodestra, soprattutto AN, per un appoggio al Sindaco uscente Giuseppe Fusco, una sorta di “ribaltino” elettorale.

Sia gli Orsi, che Valente fecero pressioni su Mario Landolfi per trovare un compromesso elettorale a Sessa Aurunca che salvaguardasse politicamente alcuni amministratori uscenti. Questo affinchè si potesse, poi, tre le tante cose, far passare con la nuova Amministrazione l’affidamento decennale all’Eco4.

Alleanza Nazionale ed il CDU dei Fratelli Rocco, si opposero fermamente, dapprima, al nome di Fusco, sindaco uscente del centrosinistra, poi, a quello di Bartolomeo Festa, individuato come possibile nome di mediazione della coalizione filoEco4,  tanto voluta da Nicola Cosentino, avallata da Landolfi e assemblata da Lorenzo Di Iorio.

I ragazzi terribili accanto a Pietro Falco ed i Fratelli Rocco tennero duro ed individuarono nell‘Ing. Carmine Tortora, un candidato apprezzabile.

Le pressioni dei politici, però, iniziarono a farsi sempre più forte, tanto che il martedì prima della presentazione delle liste, Carmine Tortora gettò la spugna.

Non solo,  le pressioni politiche, soprattutto, di Cosentino determinarono lo sfaldamento delle liste di centrodestra e la sottrazione del simbolo di Forza Italia regalato alla coalizione che aveva scelto Bartolomeo Festa così come voluto dalla strategia condotta da Lorenzo Di Iorio e company.

Tale atteggiamento a dir poco prepotente, compattò, però, quel gruppo che andava da Alleanza Nazionale al CDU ad un  drappello di transfughi di Forza Italia, non disposti alla sottomissione alla coalizione di Festa in onore alla trasparenza.

Nella notte decisiva per la candidatura di Falco,  Cosentino e Landolfi,  presso il salotto della sua abitazione di Sessa Aurunca, ebbero chiaro da parte di tutti gli sponsor di Falco, che giammai si sarebbe appoggiato il candidato Festa, anche a costo di far vincere Elio Meschinelli, candidato della sinistra. Messi alle strette, i due big politici diedero il finto via libera alla candidatura nella convinzione che senza liste, Falco non sarebbe mai arrivato al ballottaggio e sarebbe stato costretto ad appoggiare Festa e la Lobby politica Eco4.

Alla fine, anche se con le liste decimate, senza simbolo di Forza Italia, Falco si candidò ed al primo turno diede alla coalizione di Festa ben 1200 voti di scarto, giungendo secondo dietro al candidato della sinistra Elio Meschinelli.

Numericamente il dato era chiaro: Falco con l’appoggio di Festa avrebbe vinto le elezioni al secondo turno, stante che la sinistra aveva rastrellato tutti i voti possibili, con pochissimo margine di crescita al secondo turno.

La Lobby politica Eco4 era incredula. Un gruppo di giovani aurunci  (con quattro liste precarie di cui mezza Forza Italia e una velleitaria Fiamma Tricolore) avevano sconfitto una coalizione con quattro super liste in cui erano candidati personaggi  conosciuti come:  Luigi Tommasino, Giuseppe Di Tano, Michele Buono, Gianluca Di Matteo, Lorenzo Di Iorio, Giancarlo Filippelli, Luigi Mascolo e tra i tanti.

Il ballottaggio era, dunque,  tra Meschinelli e Falco. Subito, dunque, iniziarono le pressioni sul giovane alleanzino tramite Landolfi, Valente, il suo compagno di partito De Angelis e tanti altri.

Falco non poteva e voleva accettare l’apparentamento, sostenuto dai sempre coerenti fratelli Rocco,  poichè ciò che avrebbe portato in seno alla sua maggioranza sei consiglieri della Coalizione Festa, dunque, una truppa che lo avrebbe potuto ricattare politicamente, soprattutto, sulla vicenda Eco4.

L’apparentamento non s’adda fare per il bene di Sessa Aurunca, questa fu la scelta di quel gruppo,  anche a costo di perdere le elezioni e regalare il comune alla sinistra di Elio Meschinelli e di Gennaro Oliviero (che, poi, affidarono la raccolta all’azienda Ecocampania srl del discusso Nicola Ferraro dell’Udeur).

Il sabato precedente la data ultima (domenica) prevista per il possibile apparentamento, la situazione divenne insostenibile per il candidato Pietro Falco, troppe pressioni e stanchezza, tanto che egli preferì trasferirsi in altro comune, divenendo irreperibile.

Landolfi andò su tutte le furie e la coalizione Festa cominciò a veder svanire ogni possibilità di influenza politica nel consiglio comunale futuro e con essa tutto l’apparato Consorzio Ce4-Eco4 con tutti gli interessi economici connessi.

Il 09 Giugno 2002 ci fu il secondo turno con il ballottaggio tra Meschinelli e Falco. La coalizione Festa lasciò libero voto, ma molti candidati vollero vendicarsi del “gran rifiuto” di Falco votandogli contro.

Meschinelli vinse per poche centinaia di voti, ma Sessa Aurunca era salva.

Immediatamente iniziarono le ritorsioni politiche, dopo poco tempo Mario Landolfi sostituì Pietro Falco come assessore provinciale con il suo amico, poi, divenuto nelle more avversario Gaetano De Angelis. Obbligò alle dimissioni i presidenti di AN di Sessa, Lauro e Cascano, mettendo alla porta i ragazzi che avevano appoggiato la scelta di Falco tra i tanti, dei giovanissimi Boccucci,  Verrengia Montanaro, Forte, ma anche i coerenti Colino, Rocco, Loffredo, Sisto, Chiappiniello ecc ecc.

Una generazione coraggiosa fu spazzata via politicamente da una scelta che al tempo sembrò scellerata e suicida,  ma che  poi, alla luce delle indagini, che hanno portato a galla l’intreccio di camorra e politica nell’Eco4 ed hanno fatto luce su alcuni protagonisti politici di quell’evento, appare ora giusta e ricca di senso di legalità.

Non permettendo la vittoria di quella Lobby, si evitò per Sessa Aurunca l’affidamento decennale all’ECO4, ossia ai fratelli Orsi, ossia alla camorra di Casal di Principe. Una indissolubilità decennale,  i cui postumi economici in questi giorni stanno esplodendo a Cellole  e, soprattutto, una sottomissione alla criminalità organizzata che Sessa avrebbe pagato amaramente.

Falco, dopo questa vicenda, ha mantenuto fede alla promessa ed ha abbandonato la politica, ora è un apprezzato giornalista, ma prima di lasciar perdere la sua passione, decise che era il tempo di fare chiarezza con un esposto all’Autorità Giudiziara e……

…Segue Episodio 3

 

 

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Foto 1: Pietro Falco

Foto 2 : Elio Meschinelli

Foto 3: Bartolomeo Festa

Foto 4: Nicola Ferraro

Foto 5: Nicola Cosentino

Foto 6: Lorenzo Di Iorio

Foto 7: Mario Landolfi

Foto 8 : articolo Corriere di Caserta sulla presentazione Liste elezioni 2002

Foto 9: articolo Gazzetta du Caserta sul ballottaggio 2002

Bibliografia

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/13/news/le_mani_dei_casalesi_su_appalti_ed_elezioni-5548060/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/caso-cosentino-spunta-verbale-dellex-consigliere-udeur-arrestato-camorra/179327/