Ieri pomeriggio presso il Cafè Ducale di Sessa Aurunca si è svolto un evento storico per la città di Sessa Aurunca e per l’intero Territorio: la società civile, le associazioni, le Istituzioni, i movimenti, i cittadini sono scesi in campo per abbracciare Bendetto Zoccola e dare un segnale di unità, trasversalità e di speranza.

L’incontro organizzato da Generazione Aurunca,  ha permesso anche alla popolazione aurunca di conoscere personalmente il vicesindaco di Mondragone e la sua esperienza, oggetto di intimidazioni ed attentati della camorra mondragonese a seguito di una sua denuncia che ha comportato all’arresto di boss ed affiliati.

L’incontro si è svolto in un luogo informale, proprio al centro della città,  come ha spiegato il presidente di Generazione Aurunca, Enrico Forte: “perchè deve essere un segnale che i cittadini aurunci non hanno paura”.

Erano presenti quasi tutte le associazioni sia di Sessa che di Cellole, i partiti del Territorio, oltre a rappresentanti istituzionali della Provincia di Caserta, del Comune di Sessa Aurunca e del Consorzio Aurunco di Bonifica.

In apertura sono giunti i saluti del Vescovo Piazza e sono stati inviati i complimenti da parte di tutti al costante lavoro delle Forze dell’Ordine del Territorio per i risultati raggiunti in questi mesi.

Il vicesindaco di Mondragone ha raccontato con accuratezza di particolari,  la sua cruda esperienza di questi anni, dal tentativo di estorsione alla denuncia, dagli arresti agli attentati sino alla costrizione necessaria della scorta.

L’intervento di Zoccola ha coinvolto i presenti, evidenziando anche tutte le sue sensazioni, emozioni e paure che una tale vicenda determina in una vittima della camorra. Una vittima che, però, grazie al suo coraggio e forza d’animo è divenuto un simbolo di ribellione e di legalità in tutta la Provincia di Caserta e Sessa Aurunca ha scelto, in maniera trasversale ed unita, di essere compatta accanto a lui.

Estremamente interessanti anche i contributi e le riflessioni di Antonio Picascia, l’imprenditore aurunco che si è ribellato ad un tentativo di estorsione della camorra di Sessa Aurunca e di Simmaco Perillo. Picascia ha ribadito il concetto che la ciminalità organizzata va isolata, mentre Simmaco Perillo ha riportato l’attenzione anche sulla figura di Alberto Varone e della sua famiglia.

Sono seguiti alcuni interventi dei presenti in sala.

E’ stato un momento di unità sociale che non può che rassicurare ed essere di grande speranza per il futuro.

Benedetto Zoccola non è solo, certamente non lo è a Sessa Aurunca.

GA

 

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