Il cinque Giugno 2016, si svolserò le elezioni amministrative per il Comune di Sessa Aurunca. Una data storica, non per il risultato, forse scontato stante le forze in campo, ma per il moto di coraggio, di speranza e di innovazione che giammai era avvenuto nella terra aurunca.
Cinque liste, 76 candidati di cui 73 volti nuovi, un programma innovativo mai proposto, 70% di donne ed uomini sotto i 45 anni ed un candidato sindaco diverso dai soliti nomi.
Un progetto, quello di Generazione Aurunca, nato dal basso, dai cittadini che volevano creare una alternativa ai sistemi di potere radicato nel Comune di Sessa Aurunca e che in vent’anni aveva trascinato la città nella decadenza più plateale.
Nessuno si aspettava un consenso così forte in tutto il territorio, un consenso libero, svincoltato da logiche di clientela, di ricatto, di pressione, di promessa.
Il Candidato Sindaco Alberto Verrengia impostò la campagna elettorale solamente sui progetti e sulle innovazioni per far uscire Sessa Aurunca dal guado, non una promessa, non una rissa. Mettere la sua esperienza di persona aperta e che aveva viaggiato per il mondo a disposizione di una città che necessitava innovazioni anche radicali per il turismo, il commercio, l’occupazione e l’agricoltura.
La corsa si svolse con due candidati di sistema: da una parte il Sindaco uscente Luigi Tommasino che aveva governato cinque anni, con liste forti e con una struttura economica possente alle spalle ed il candidato del Centrosinistra Silvio Sasso, espressione del deputato regionale Oliviero, uomo di apparato e con una serie infinite di liste con tutto e di più all’interno.
Contro queste due armate elettorali, un gruppo di giovani appassionati, con al centro Generazione Aurunca, senza nessun potere reale ma con idee, sogni e competenze.
A rappresentare la sproporzione delle forze in campo, circolava la simpatica espressione di Verrengia in campagna elettorale sulla capacità economica delle coalizioni: “Tommasino ha il gruppo Mascolo alle spalle, Sasso il gruppo Schiavone….Noi, i miei risparmi e al massimo Mammà“.
Nonostante ciò, i cittadini non si fecero intimorire e il 05 Giugno, quasi quattromila elettori scelsero quella scommessa: la coalizione della libertà vinse in numerose frazioni e solamente per una manciata di voti non riuscì a conquistare il ballottaggio che avrebbe aperto nuovi scenari.
Trapela, che nelle ultime ore di campagna elettorale, pur di non mandare al ballotaggio Verrengia, si effettuarono travasi di voti da una coalizione ad un’altra, ma lasciamo queste indiscrezioni ormai alla storia.
Cosa resta di quella esperienza? Sicuramente una opposizione costruttiva, vicina ai cittadini e trasparente, ma anche la consapevolezza che esiste una parte di questo territorio che è libera e coraggiosa. Donne ed Uomini, molti dei quali giovani, che non si fa ricattare, che non crede alle solite promesse e che sogna ancora una grande innovazione culturale.
GA