” Santa Maria a Valogno, un grumo di case arroccate per devozione fedele su un presepio solitario, ingualcibile al tempo, miracolosamente spalancato sul golfo di Gaeta, 400 abitanti o giù di lì, non una attività lavorativa in loco se non quella avara dei campi, sospeso fra le Toraglie ed il Garigliano, è infatti la frazione di Sessa Aurunca che alle elezioni politiche del 1983 ebbe il coraggio – all’ unanimità – di mandare deserto il suo seggio, il ‘n. 32’ del comune di Sessa Aurunca. Per protestare contro una governance politica, lasciamo stare i colori, che non assicurava al paese scuole, fogne, servizi sociali, e che ancor più ne aveva tappato la vita in un fondo cieco”
La devozione alla Madonna:
” Ma viene ad ogni buon conto, tutti gli anni, in quel tempo di mezzo che è febbraio, in bilico fra il rigore dell’ inverno e l’ illusione della primavera, questo 16 febbraio ancora, da onorare nella Chiesa della SS Maria Assunta, per ricordare il miracolo della Pastorella sordomuta di Valogno che riacquistò la parola, il 16 febbraio 1139, di fronte al bagliore di un volto santo, che le apparve – incandescente – in un mirteto. E che era appunto, fra i rami, l’ immagine della Madonna Assunta, qui venerata. Arriva da allora, con l’ indulgenza plenaria concessa in suo nome da Papa Innocenzo II il 23 luglio di quello stesso remotissimo anno, la celebrazione di quel prodigio, come racconta in un suo libriccino Carmine Vernile.”
Il Territorio:
” Che vi cerca, quello che non c’è più, ad esempio, come la mirabile Grotta delle Fate. E che un caffè, qui a Santa Maria a Valogno, dove il tempo è passato invano, come l’ amore, non lo trova. ‘Non c’è un negozio, infatti, non c’è un solo bar qui’, ci dice la signora Caterina. Ma fermi contro le sfumature di azzurro del cielo ed il dubbio di Ventotene nel mare, contro gli Aurunci e l’ occidente, non vale francamente la pena di andare altrove. Via da un frammento scampato di mondo, che al posto di un bar offre gratis un batticuore.”








