Catarinea e Barbarea, accussì Natalea”: le origini del detto popolare”. Oggi 25 novembre Santa Caterina era, nel passato, un giorno molto sentito nella tradizione Aurunca. Era la porta del periodo natalizio, forse più della festività dell’Immacolata dell’8 Dicembre.
Il tempo che fara’ il giorno di Sanra Caterina sara’ lo stesso di Natale si premoniva. Lo studioso di tradizioni aurunche Mario Caranfa ricorda che “il primo mercato natalizio a Sessa Aurunca. ” La fiera o mercato di S. Caterina era un momento molto atteso, respirando gia’ aria natalizia, tutto sembrava magico. Piazza Mercato ed il Corso Lucilio, pullulavano di gente indaffarata, venditori, commercianti, sopratutto di bestiame, altri che curiosavano strusciando per il corso affollato. Negozi con le porte spalacate, mercanzie esposte, voci che bandivano i propri prodotti. Che festa! Bancarelle colorate, i primi doci di Natale, auciati, roccocò, mostaccioli, susamielli, torroni, a’ cupeta, torroncini con la carta colorata , fichisecchi, noci nocciole, castagne del prete, nzerte appese. Che ben di Dio, per non dire poi delle banche con il baccalà, altro prodotto emblematico natalizio e le cataste, di ortaggi vari, di produzione locale, cavolfiori, broccoli, menesta, finocchi. Per i buongustai, “a marrenna con la trippa”. Folla gioiosa, persone contente anche se con poco. Una giornata di ritrovo, coi primi botti, pensando al Natale, udendo la melodia delle le note della zampogna e della ciaramella e la mistica cantilena degli zampognari, che allietavano le vie e le piazze di Sessa. Altri tempi.”

Una Sessa Aurunca centro nevralgico di un territorio, tempi di grande forza economica e sociale.