Riceviamo e Pubblichiamo:
Una “periferia dell’impero”…sempre più internazionale.
Il festival-concorso per cortometraggi “Periferia dell’Impero” sta crescendo di anno in anno.
Per la VI edizione sono giunte alla casella postale di Arci Matidia Sessa Aurunca (associazione organizzatrice dell’evento e aderente all’Unione Circoli Cinematografici Arci) 115 opere da tutto il mondo.
Selezionarne solo 14 , da proiettare nelle serate del 24 e 25 luglio nello splendido chiostro del Castello Ducale , è stata veramente impresa ardua per la giuria.
Basta dare una scorsa all’elenco dei finalisti per rendersi conto della portata intercontinentale e, ci piace sottolinearlo, interculturale della manifestazione: Iran, USA, Spagna, Romania,Giappone, Francia e Italia saranno rappresentate dai loro artisti nelle due serate di questo caldo luglio di terra di lavoro.
Dovremmo dirvi, in tema, che proprio il lavoro e le scommesse sulla dignità delle persone sono state le grandi cornici poetiche che hanno caratterizzato la maggior parte delle opere visionate.
Dovremmo dirvi che scorrendo l’inventario sfaccettato delle storie raccontate da questi video-maker del XXI secolo: l’arte sembra essersi accorta di nuovo del “realismo”, che bandito sino a qualche anno fa dal patinato mondo postmoderno torna prepotente a narrare, con codici 2.0: i lavoratori, la fabbrica, la marginalità, il desiderio nel tempo del distinguere.
Dovremmo dirvi che il sogno, la magia del non detto, la via di fuga – che la tecnica e l’arte del cinema rappresentano, hanno sostenuto le dibattute, ma unanimi scelte di una delle giurie più vere ed eterogenee a memoria di festival.
Ma preferiamo non dire nulla esplicitamente, soprattutto adesso che la parola e i giudizi passano al popolo e al vaglio di tutti i presenti nelle due serate conclusive.
Questo festival si dimostra, ancora una volta, una risorsa comune da tutelare e da far crescere e dimostra l’amore per il “cinema” della nostra terra.
Ecco l’ elenco delle 14 opere finaliste della sesta edizione: “L’ impresa” di Davide Labandi (Italia)
“Rosa” di Alessio Di Cosimo (Italia), “Have sweet dreams” di Ciprian Suhar (Romania),
“La Smorfia” di Emanuele Palamara (Italia), “Teatro” di Ivan Ruiz Flores (Spagna),
“Ho appena fatto un sogno” di J.Navarro (Spagna), “The good boy” di A. L. Lee (Stati Uniti),
“Tacco 12” di Valerio Vestoso (Italia), “La bambina” di Alì Asgari (Iran),
“Wut” di Sergi Marti Maltas (Spagna), “Nel Silenzio” di L. Ferrante M. Ricca (Italia),
“La force de l’age” di Quintin Lecocq (Francia), “Mokusatsu” di Nour Gharbi (Giappone),
“The fish and I” di Babak Habibifar (Iran).
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