Ci donne ed uomini di cui il nostro amato Territorio Aurunco deve esserne fiero genitore.

Caterina Ciriello, classe 1964, Aurunca di origini, poichè ha trascorso la sua giovinezza in Piedimonte di Sessa, negli anni è divenuta un punto di riferimento della cultura e dell’analisi storiografica del mondo ecclesiastico.

Docente di Teologia Spirituale e Storia della Spiritualià presso la Pontificia Università Urbaniana e docente invitato di Storia della Chiesa nella Pontificia Università di San Tommaso D’Aquino in Roma, ha al suo attivo numerose pubblicazioni ed articoli. L’ultimo lavoro dal titolo “Il contributo dellle Religiose uditrici al Perfectae Caritatis”  -Tav editrice- è un saggio con forti venature storiche e teologiche, che raggiunge una manturità di analisi apprezzata anche dalla critica giornalistica e non solo.

Il testo tratta minuziosamente dell ruolo delle Sorelle uditrici appartenenti a una comunità religiosa nella fase preconciliare, accentrando l’attenzione su Decreto Perfectae Caritatis e dell’analisi critica che «la realtà della vita religiosa preconciliare non è di fatto incoraggiante … a causa dei soprusi dei superiori, le situazioni di dipendenza, la mancanza di attenzione delle gerarchie ecclesiastiche, specie verso la vita religiosa femminile “.

La Ciriello ha evidenziato, altresì,  come –non è stata facile nè celere– la transizione verso una nuova prospettiva del ruolo della donna nella vita consacrata, prospettiva migliorata e armonizzata dal decreto conciliare che come ha analizzato, altresì, la critica Lucetta Scaraffia dell’Osservatore Romano ha ” cambiato molto nella condizione delle religiose: è stato aperto loro l’accesso agli studi, si è ampliata la libertà individuale e quindi la responsabilità nei confronti delle superiore e del clero, tutti aspetti che hanno contribuito a rendere più profonda e meglio fondata la loro vita spirituale”.

Condividiamo anche l’appunto dell’Osservatore Romano sull’intuizione di Caterina Ciriello nell’affrontare un tema nuovo e delicato: la chiamata alla vita consacrata in tarda età. Un argomento complesso che, però, apre un confronto interessante e innovativo. E’ la stessa autrice a porsi il dubbio: «Se il Signore chiama alla vita religiosa in qualsiasi momento della nostra vita, per quale motivo negare a queste persone “m a t u re ” la possibilità di servire il Signore laddove si sentono chiamate?».

Caterina Ciriello è un vanto del nostro Territorio, non solo culturalmente e spiritualmente, ma anche perchè non ha mai smesso di condividere l’amore per la Terra Aurunca.

Una donna, una Sorella, una Aurunca a cui va tutta la nostra stima.

Generazione Aurunca

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http://www.osservatoreromano.va/it/news/futuro-e-memoria