Nella tradizione Aurunca, una prelibatezza molto diffusa e antica, soprattutto nell’area Laurese ma non solo, furono e sono ri “Crespiegli”.
Una pietanza del periodo natalizio che, però, acquisiva caratteristiche originali e diverse in base al luogo. A Lauro di Sessa e nei suoi dintorni il capofamiglia si sedeva vicino al camino e munito di un bastone di alloro porgeva la pasta stesa su questo bastoncino e lo versava nell’olio. Lo stesso bastoncino serviva per tirare fuori le crespelle. Era un lavoro che coinvolgeva tutta la famiglia, un rito che emozionava grandi e piccini. Si preparava il fuoco con stecchetti di legno di oliva in modo da avere sempre la fiamma ardente stante che il legno d’ulivo bruciava bene.
Le esperte cuoche mettevano a bollire: fichi secchi, rosmarino, cannella a stecca, mela annurca, arancio e altri aromi a piacere. Disponevano la farina “a fontana” e versarvano acqua di bollitura filtrata per aggiungere lievito madre ed impastare. Si attendeva la lievitatura fino al momento in cui raggiungevano il giusto equilibrio.
Si tagliavano dei pezzetti di pasta e si ricavavano dei bastoncini. Si procedeva poi a riscaldare l’olio e una volta alla giusta temperatura, si iniziava a friggere i crespiegli. Infine, i bastoncini color oro venivano poggiati su un vassoio adornato di rosmarino. Spesso si preparavano dei rami di oliva e si ricavavano tanti bastoncini. Erano pronti vicino al camino ove si metteva il “treppiedi” e si adagiava una pentolino contenente olio per friggere la cosiddetta “caorarella”.
Si ringrazia per la collaborazione la signora Fatima Coiro.