Ha chiuso in sordina ed in silenzio, nello stesso modo in cui fu aperto anni ed anni fa. Il Bar Sport di Pasquale Massaro è certamente uno di quei luoghi che resteranno nel cuore di tutti i caranesi e non solo, sia dei residenti ma anche dei tanti emigranti che si ritrovavano ogni anno in quel locale come una piccola culla delle proprie emozioni passate. Il bar Sport di Pasquale non era un Bar, come viene inteso normalmente… era un caloroso ritrovo ove parlare di calcio, di lavoro o di argomenti leggeri. Un simbolo della vera caranesità, simbolo dell’amicizia, della solidità di un popolo che percepiva quel luogo parte della propria antica tradizione, quasi fosse uno scrigno delle emozioni, un museo dei ricordi di Carano.
In quel breve tratto di via Santuario, tre capisaldi della storia antica e recente di Carano si susseguivano: il secolare Circolo, la sede del Comitato Festa ed il Bar.
Tre parti fondamentali della storia di questa cittadina e delle sue generazioni nel secolo passato e nei primi anni del secondo millennio.
Al bar di Pasquale non c’era scelta: o la Peroni o la Peroni, chiunque avesse preso qualcosa di diverso era visto un po’ fuori contesto, così come la mattina era un imprescindibile rito degustare l’ottimo caffè. Su quel bancone, tra poster del Napoli e calendari della Madonna della Libera, c’era spazio solo per la genuinità, quella semplice umanità che rende la vita un momento più vero.

Alberto Verrengia per Generazione Aurunca