Anche il Territorio Aurunco in questi giorni è stato inondato dalle missive della Soc.  Terra di Lavoro Spa, incaricata dalla Provincia di Caserta,  con cui si chiede il versamento di € 61,00 quale imposta prevista. Inoltre, persiste molta confusione in merito ai controlli, alle multe e a tutta la precarietà che questo “balzello” sta determinando nei cittadini. Dunque, è opportuno che i cittadini aurunci abbiano chiara la situazione.

Generazione Aurunca si è attivata sia per avere uno schema delle revisioni.

Partiamo dal presupposto che chi ha in casa una caldaia è obbligato ad effettuare dei controlli.  In primis suddividiamo il concetto di revisione dell’impianto da quello di controllo dell’efficienza energetica, dallla classica verifica dei fumi e sui controlli temporali effettuati dai tecnici..

La disciplina di riferimento per la manutenzione e il funzionamento degli impianti di riscaldamento delle abitazioni è  stata regolamentata con il DPR n. 74 del 2013.

Ahinoi, le annualità  con cui deve essere eseguita la revisione della caldaia segue uno schema piuttosto aleatorio. Il DPR n. 74 del 2013 infatti precisa che le operazioni di manutenzione ordinaria devono essere eseguite da ditte abilitate  in conformità alle prescrizioni e con la periodicità contenuta nelle istruzioni tecniche fornite dalla ditta che ha installato l’impianto.

PER CAPIRE OGNI QUANDO VA EFFETTUATA LA REVISIONE,  occorre leggere le istruzioni d’uso dell’impianto posseduto.

L’impresa che ha installato la caldaia o altro deve indicare infatti la periodicità dei controlli, in base alla tipologia di impianto e alla sua potenza, in genere ogni 1 o 2 anni.

Diverso il discorso per quanto riguarda il controllo dell’efficienza energetica, il classico controllo dei fumi della caldaia e del rendimento di combustione. A stabilire la periodicità dei controlli in tal caso è la legge. L’allegato A del n.74 del 2013 infatti parla di controlli annuali e quadriennali. In particolare:

  • 2 anni per impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza inferiore o uguale a 100kw
  • 4 anni per impianti a gas metano o GPL con potenza inferiore a uguale a 100kw
  • 1 anno per impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza superiore a 100kw
  • 2 anni per impianti a gas metano o GPL con potenza superiore a 100kw.

Dal 15 ottobre 2014, ricordiamo che è obbligatorio possedere un nuovo libretto di impianto obbligatorio per i proprietari di casa. Il nuovo libretto deve essere compilato per la prima volta dal manutentore, ma il vecchio che abbiamo in casa non deve essere gettato perché rappresenta la documentazione storica della caldaia.

Sulle modalità grazie alle quali sono stati effettuati tali accertamenti, il sindaco di Camigliano, Vincenzo Cenname, nei mesi socrsi ebbe ad inoltrare al Presidente della Provincia di Caserta, alla Compagnia dei Carabinieri di Capua e alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, una denuncia.

In questa denuncia si evidenziava che: ” Sentite inoltre le testimonianze di tanti cittadini ai quali è stato richiesto, dai tecnici della SEA,  di  firmare un modello prestampato, compilato direttamente dagli stessi tecnici, spesso con dati difformi da quelli indicati dal cittadino (quale ad esempio la data di messa in esercizio dell’impianto) o destinati a soggetti che, negli anni cui si riferiva l’accertamento, non erano in possesso di impianti termici o addirittura comminando sanzioni a cittadini sprovvisti di impianto ma assenti al momento del passaggio dei tecnici stessi.cRitenuto pertanto  evidente che le ispezioni avviate mediante invito al pagamento per il biennio 2009-2010, sono al limite della truffa…”.

Anche il Comune di Caiazzo è intervenuto duramente sulla questione come da link allegato.

Per ulteriori chiarimenti rimandiamo al link della società Terra di Lavoro.

In definitiva, la domanda “dobbiamo pagare questa imposta?” è condizionata dalla propria individuale posizione. E’ una tassa provinciale, ma dipende se davvero si possegga o meno un impianto. Il costo richiesto dalla Provincia  serve per costituire un fondo con il quale saranno pagati i manutentori che effettueranno i controlli a campione sul territorio. Il servizio, pertanto, garantirà una maggiore sicurezza, ovviando ai rischi connessi all’uso di caldaie non revisionate che potrebbero creare gravi problemi per la pubblica incolumità. Ovviamente il singolo cittadino potrà sempre interpellare l’Ente sulle modalità dei controlli e sull’entità della spesa effettuata. Preme sottolineare che omettendo di effettuare la revisione del proprio impianto si incorre in sanzioni amministrative con multe che vanno da € 500,00= a € 3.000,00=.

Nel caso di recidiva a non voler far visionare l’impianto, la Provincia può chiedere al distributore locale di gas, di provvedere all’interruzione del servizio.

GA

 

http://www.terradilavorospa.com/

http://www.atiseacaserta.it/a1_servizi.html

http://www.caiazzorinasce.net/2015/01/caiazzo-il-comune-diffida-formalmente.html

 

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