“Per amore del mio popolo non tacerò”: gli alunni dell’ISISS Taddeo da Sessa scendono in strada per ricordare Don Peppe Diana.

Era il 19 marzo del 1994, quando Don Peppe Diana fu assassinato. Erano le 7:25 e il giovane sacerdote si stava preparando per celebrare la santa messa. Perché fu ucciso? Semplicemente perché aveva fatto il suo dovere civico e cristiano: lottare contro il peggior cancro della nostra amata terra, la camorra.

“La camorra è una forma di terrorismo che incute paura”. Così scriveva don Diana nel documento del 1991, documento che si diffuse in tutte le parrocchie di Casal Di Principe, dove anche egli operava.

Gli alunni del Taddeo da Sessa hanno deciso di scendere in campo, preparando un corteo per il centro storico di Sessa Aurunca con degli striscioni e gridando a gran voce “liberiamo il nostro futuro!”, proprio per ricordare,in questo giorno, la morte di un uomo, che non deve essere elogiato come un prete anti- camorra, ma come un uomo che ha vissuto coerentemente, fino all’ultimo istante.

La manifestazione si è conclusa nel salone dei quadri, presso il castello ducale, dove era presente anche il sindaco Silvio Sasso e la dirigente scolastica Giuseppina Zannini, che si è complimentata con tutti i suoi alunni e con il personale docente per la buona riuscita dell’evento. “Dovete sentirvi fieri di appartenere a questa terra.Dovete sentirvi fieri di essere campani” sono state le sue parole. Al termine di tutto, sono state distribuite le “zeppole di don Peppe”, in ricordo della tradizionale gara di zeppole tra le mamme della parrocchia che il sacerdote promuoveva ogni anno e che doveva tenersi anche quel 19 marzo del ‘94.

Don Diana diceva: “Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare.” Ed è grazie a lui che molti hanno preso coraggio ed hanno deciso di cambiare rotta, cambiando il futuro di questa terra.
A cura di Federica Cestrone