Di Ciaccio, Orlandi, la STANDA, Zangrillo, Villa, Marciano e tanti altri….quanti soldi aurunci sono stati spesi in quei negozi!!!
Negli anni settanta ed ottanta per il comprensorio aurunco, Formia significava passeggiate di relax, shopping, negozi di qualità e anche una forte “tendenzialità” di prestigio sociale dei ceti benestanti di Sessa, Cellole, Roccamonfina ecc.
Sinceramente i commercianti di Formia, giammai, ebbero una grande riconoscenza per questi cittadini che tanti soldi investivano nei loro negozi e permettevano alla città di crescere economicamente con il boom degli anni 80 dei Demy Shop, dei Di Russo, dei Chinappi, Zi Anna ….
Anzi, una lieve intolleranza per i vicini casertani si percepiva (mai come per i napoletani del periodo anni ’90 con il famoso “iatevenne alla casa” scritto nei muri formiani) con uno snobbismo antipatico che , però, col tempo è costato caro a tutta la popolazione formiana.
Dapprima l’exploit di Itaca-Panorama che ha letteralmente esautorato Formia ed il suo centro Via Virtruvio da centro nevralgico di riferimento dello shopping aurunco, Poi, pian piano la consapevolezza che i prezzi formiani erano di certo meno convenienti di alcuni centri commerciali del casertano e del napoletano. A questo si aggiunga la non grande empatia dei negozianti della città di Cicerone.
Da qualche anno, le famiglie aurunche hanno iniziato a preferire il Centro Commerciale Campania o una via Mazzini di Caserta alla nostalgica Via Vitruvio di Formia e gli effetti si sentono. Formia si sta desertificando dal punto di vista commerciale (anche per colpa della crisi) ma anche per l’emigrazione dei una intera popolazione di clienti che hanno cambiato gusti e lidi.
Sabato scorso Formia appariva una Sessa Aurunca leggermente più popolata, ossia una sensazione di depressione economica e commerciale tra locali affittasi, vendesi o in declino evidente, ma con meno bellezze culturali della nostra capitale aurunca.
Il legame tra i vicini pontini e aurunci è stato sempre forte nel bene e nel male. Nel bene, quando la ricchezza del benessere aurunco veniva riversato tra Formia e Gaeta, nel male, con una crisi che ha colpito Formia e Sessa Aurunca in maniera molto virulenta.
Per non parlare delle tensioni tra i due territori a causa dell’accusa di sversamento di liquami dai comuni pontini che colpisce Baia Domizia. Una accusa che sta determinando, persino, denunce.
In fondo noi aurunci continueremo ad amare Formia…ora, però, sarà un amore disinteressato.
GA