Mi chiamo Costantino Gagliarde e frequento la classe prima dell’Indirizzo Tecnico Agrario del “TADDEO” da Sessa, sez. Florimonte.
Al termine delle Scuole Medie, ho immediatamente optato per questo Indirizzo per la mia profonda passione nei confronti dell’agricoltura e di tutto ciò che è inerente ad essa.
Scegliere l’Indirizzo Tecnico Agrario significa specializzarsi come tecnico dell’agricoltura, aprendo le porte a possibili inserimenti nel mondo del lavoro che spaziano dal giardinaggio, alle serre, all’allevamento del bestiame con tecniche moderne e rispondenti ai requisiti richiesti dall’Europa, alla produzione dell’olio, del vino, del miele o alla specializzazione casearia, solo per citarne alcuni. Si tratta di alcuni dei settori più in crescita in ambito lavorativo soprattutto in Italia, dove la crisi del settore industriale sembra non accennare a diminuire.
Tra i vari settori che ho citato, quello che maggiormente mi affascina è quello della “Green Economy”, ossia della riduzione dell’impatto ambientale mediante provvedimenti in favore dello sviluppo sostenibile, come l’uso di energie rinnovabili e il riciclaggio dei rifiuti. La Green Economy, come afferma la Commissione Europea, è un’economia che genera la crescita di uno Stato, crea lavoro e sradica la povertà investendo, ma soprattutto, salvaguardando le risorse del capitale naturale da cui dipende la sopravvivenza del nostro pianeta. Quindi l’obiettivo principale in tutto il mondo, attraverso la Green Economy, è quello di ridurre l’inquinamento attraverso l’uso di fonti rinnovabili, evitando la perdita della biodiversità.
In una nazione, come l’Italia, dove entrare nel mondo del lavoro è sempre più complesso e spesso poco remunerativo, la scelta di puntare sul settore dell’agricoltura e dell’economia “verde” si può rivelare sicuramente vincente, tenendo presente che anche secondo l’Agenzia Internazionale per l’energia, l’azione del clima sull’ambiente determinerà una creazione netta di posti di lavoro pari a 18 milioni entro il 2030.
Uno sviluppo della “Green Economy” è rappresentato dalla “Blue Economy”, ossia un modello di economia a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione di sostanze precedentemente sprecate in merce redditizie. L’obiettivo della Blue Economy è di arrivare ad emissioni zero di CO2, attraverso il riutilizzo di tutti i rifiuti, trasformandoli in materie prime. Ad esempio, come sostiene l’economista Pauli, il primo a proporre il modello della Blue Economy, per comprendere quanta poca logica ci sia nella società moderna, basta pensare che bevendo una tazza di caffè, noi consumiamo solamente lo 0,2% della biomassa e il resto lo lasciamo marcire.
In un momento storico, come quello che stiamo vivendo, in cui la «crisi climatica», in altri termini il surriscaldamento dell’atmosfera che sta stravolgendo gli ecosistemi, rappresenta una minaccia per la salute di milioni di cittadini, la Blue Economy può diventare un valido aiuto al vuoto di politiche di contrasto all’emergenza del climate change, creando, con il riutilizzo dei rifiuti ed in generale delle risorse rinnovabili al posto delle non rinnovabili, un modello di sviluppo che non ostacola la crescita futura, ma aumenta la crescita economica rispettando l’ambiente.
A cura di Costantino Gagliarde