In questi giorni, una altra emissione di massa di missive della SmartPaper su mandato della società ENEL,  sta  giungendo nelle case di tanti cittadini della Provincia di Caserta, Napoli, Salerno, Avellino ed anche altre realtà territorali limitrofe.

Ricordiamo che tali solleciti di pagamento sono scaturiti dalle Sentenze di condanna degli utenti a seguito di Ricorso in Appello sulla nota vicenda  “BlackOut 2003” da parte della società ENEL spa su tutto il territorio casertano e non solo.

Una azione perdente (a questo punto possiamo dirlo… TEMERARIA) di alcuni Avvocati che sta agitando i sonni di non pochi cittadini.

Una tegola in testa a migliaia di utenti, molti dei quali inconsapevoli, con somme che variano mediamente intorno agli 800\ 1.000,00 Euro,  tra rimborso somme ricevute per condanna in primo grado, spese legali in Appello e spese di registrazione sentenza.

Generazione Aurunca, per tramite l’Avv. Alberto Verrengia, aveva aperto sin dall’inizio della vicenda una sorta di sportello informativo virtuale, gratuito e di solidarietà per spiegare agli utenti condannati,  cosa sia accaduto realmente e quali potevano essere le conseguenze ed, inoltre, GA aveva preparato un fac simile di richiesta di dilazione di pagamento per aiutare i cittadini più in difficoltà da inviare a chi l’avesse richiesto.

Sono centinaia i contatti e le richieste di informazione da noi ricevute da ogni provincia campana e da varie regioni (anche Lazio, Puglia) in questi mesi; chiaramente  in onore e rispetto alla Legalità, Trasparenza e Correttezza che contraddistingue l’azione della nostra associazione, l’Avv. Alberto Verrengia ha sempre chiarito con schiettezza che le Sentenze dell’Autorità Giudiziaria, ancorchè impreviste e negative,  vanno rispettate ed accettate.

Però, sussistono sulla questione vari punti oscuri che noi non possiamo non riportare all’attenzione di tutti gli attori di questa incresciosa procedura:

1) Come mai molti (centinaia) cittadini, che in primo grado avevano vinto e ricevuto il rimborso con assegno Enel a loro intestato, ma inviato agli avvocati promotori della “disastrosa” Class Action, non hanno mai incassato i titoli?

2) Chi ha incassato al posto loro e quale Sportello Bancario ha permesso ciò?

3) Perchè gli Avvocati promotori della Class Action, in numerosi casi, non hanno informato i loro assistiti del ricorso in Appello, permettendo agli stessi di decidere se resistere in Tribunale o restituire le somme incassate (o spesso non incassate)?

Una domanda che spesso ci viene rivolta  dagli utenti condannati è sul perchè nessuno abbia ancora  promosso un Comitato, un Coordinamento  dei cittadini morosi,   che possa aprire un riflettore sull’intera vicenda e sui lati più misteriosi e possa, altresì, anche aprire un tavolo di confronto con l’ENEL Spa per venire incontro alle esigenze di chiarezza di molti utenti.

L’ENEL ha tutti i diritti di richiedere tali somme, ma stante la vastità del numero dei condannati sarebbe opportuno aprire un dialogo; per far ciò, però, qualche comitato, sindacato, persino Istituzioni  dovrebbero prendere a cuore la vicenda.

La nostra Associazione resta a disposizione di tutti per qualsiasi chiarimento.

Generazione Aurunca

per contatti sulla vicenda: averren@libero.it (scrivere nell’oggetto che trattasi di Blackout2003 con nome, cognome, indirizzo)