La resa dei conti. Le inchieste, omicidi e condanne – Episodio 3
Le vicende Aurunche del 2002 ebbero degli strascichi imprevisti per alcuni protagonisti della storia ECO4.
In primis, la denuncia di Pietro Falco. Un esposto che mirò efficacemente a far emergere alcune gravi illegitimità riguardanti anche l’assunzione di Lorenzo Di Iorio nell’azienda.
Un esposto lettera inviata da Pietro Falco sia alla dirigenza degli Enti, che agli organi di AG, che fu presuntivamente e materialmente soppresso dalla dirigenza ECO4, secondo le accuse mosse dalla procura, ma che, comunque, alla fine accese un riflettore ampio sull’intreccio di quegli anni tra politica e interessi economici privati.
Intanto, la macchina della giustizia si era messa in moto e pian piano stavano emergendo i legami politico-criminali in seno a quel grande business sui rifiuti, ai risvolti economici, alle assunzioni e a tutto quel labirinto di interessi che riguardava decine e decine tra imprenditori, politici, amministratori ed affiliati della criminalità organizzata.
Prima di esaminare ad uno ad uno i risvolti per tutti i protagonisti di quella oscura storia, a partire da Giuseppe Valente, che in queste settimane, col suo pentimento, ha riportato tali vicende di nuovo alla ribalta della cronaca nera nazionale, ricostruiamo gli anni successivi al 2002, sino al fallimento delle società ed allo tsunami giudiziario.
Le indagini, a cavallo tra il 2005 ed il 2008, iniziarono a svelare che dietro l’aggiudicazione della gara e la gestione dell’appalto e dei rifiuti si nascondeva la mano della criminalità e una commistione tra politica e camorra che vedeva coinvolti personaggi della politica sia locale che nazionale. Le irregolarità riguardavano inoltre fatture false, vendite simulate, voti di scambio. Punta di diamante delle inchieste fu il pubblico ministero della Dda di Napoli, Alessandro Milita.
I politici si erano spartiti il Consiglio di Amministrazione di tutte le realtà della gestione rifiuti, per quanto concerne le componenti personali pubbliche. Sempre dalle inchieste, emerse che l’ Eco 4 aveva ottenuto anche la certificazione antimafia. L’Orsi, secondo la ricostruzione, sollecitò l’On. Nicola Cosentino e, tramite Valente, Mario Landofi per avere la certificazione, che, poi, fu rilasciata nell’arco di un mese e mezzo. (fonte Iolanda Fevola http://www.oltregomorra.it/l%E2%80%99omicidio-di-michele-orsi-i-legami-tra-camorra-e-politica-nella-gestione-dei-rifiuti/)
Dunque, un pozzo senza fine di sperperi economici, di legami oscuri e di malagestione aziendale. In quegli anni scoppiò in tutta la Campania, ma in una buona parte anche del territorio casertano, l’emergenza rifiuti. Questa crisi fu figlia della cattiva gestione di una intera classe politica di Sinistra (potere regionale) e di Destra (potere provinciale), una crisi che determinò, persino, l’impiego dell’esercito e l’Italia subì l’onta mondiale di una immagine pessima.
La storia dell’Eco4 e del CE4 si inserisce in questa epoca drammatica per la nostra Regione Campania.
Torniano agli ultimi momenti della storia dell’Eco4. Tra il 2004 ed il 2006 per la società inizia un periodo di grande tribolazione societaria ed economica.
Si decise di vedere la quota privata dell’Eco4 al medesimo Consorzio CE4, oggetto, poi, di inchiesta e di condanna di Sergio Orsi per un’ipotesi di truffa: le azioni della società vennero iper valutate 9 milioni di euro a seguito della consulenza di un perito del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere estremamente discutibile ed oggetto di apposita inchiesta.
L’Eco4 si trasformò in EGEA SERVICE Spa, di cui divenne dirigente lo stesso Giuseppe Valente, traslocato, intanto, dal Consorzio.
Mutavano, infine anche gli scenari politici per il Consorzio CE4 e per il mondo che ruotava attorno compreso l’Eco4-Egea Service, difatti, politicamente ci si avvicinò fortemente all’area di sinistra ed in particolare i DS (corrente del Deputato Angelo Brancaccio). Si notò, dunque , “un cambiamento nelle dialettiche dei rifiuti quando passano dall’area del centrodestra al centrosinistra importanti imprenditori di Casal di Principe. I fratelli Sergio e Michele Orsi e Nicola Ferraro. I primi passano dal centrodestra ai Ds; il secondo, nipote di Pietropaolo Ferraiuolo, vicepresidente del consiglio regionale di Forza Italia, diviene l’unico consigliere regionale Udeur eletto nel collegio della provincia di Caserta con oltre 13 mila voti. I fratelli Orsi si iscrivono alla sezione dei Ds, avvicinano la Margherita e addirittura cercano di accreditarsi con Rifondazione comunista: arrivarono persino alla segreteria nazionale di Rc, offrendosi come finanziatori di iniziative di partito e disponibili a sostenere campagne elettorali Una coraggiosa e approfondita inchiesta dei pm antimafia Raffaele Cantone e Alessandro Milita“ (La repubblica-L’Espresso giugno 2007).
Nel 2008, poi, l’escalation si fa tragica con l’omicidio di Michele Orsi con un agguato di chiaro stampo mafioso. Un blitz dei killer del clan di Casal di Principe che lasciò per un attimo nel panico tutti i protagonisti di questa vicenda; non piaceva il tentativo di Michele Orsi di collaborare e di fare qualche passo indietro a favore della chiarezza. Si applicarono i piani di protezione per i familiari, mentre alcuni protagonisti iniziarono a riflettere sul loro ruolo, primo tra tutti lo stesso Sergio Orsi. La collaborazione con la giustizia di Giuseppe Valente è, invece, più recente e risale a cavallo tra il 2013 ed il 2104, con un fiume di dichiarazioni scottanti e nuove.
Da punto di vista strettamente finanziario, la S.p.A. EGEA sorta sulle ceneri dell’ECO4 ( a sua volta sciolto dal commissario Dr. Alberto Stanchelli nel 2008 e il prosieguo della gestione affidata al Generale di Brigata dei Carabinieri Achille Foggetti ) non ebbe una vita aziendale facile e sin dal 2008, proprio nel periodo cruciale dell’emergenza rifiuti, iniziarono le procedure concorsuali giudiziarie che porteranno al fallimento nell’aprile del 2008.
Una marea di debiti, ma anche di crediti, apparirono tra i libri contabili sia dell’ECO4-Egeaservice, nella maggior parte contratti con le Amministrazioni Comunali.
Chiudiamo, questo reportage, con l’attuale posizione di tutti i protagonisti della vicenda Eco4, per capire che in fondo, che anche se la Giustizia ha fatto il suo corso, tanto dovrà essere ancora chiarito relativamente a quegli anni. Ed inoltre, ci si chiede perchè numerosi protagonisti dell’oscuro periodo sono ancora alla ribalta politica e come mai, dei manager e politici si sono trasferiti in blocco in altre strutture societarie, rivestendo simili ruoli e creando legami lobbistici ed istituzionali su cui è bene vederci chiaro.
Generazione Aurunca, nel suo piccolo, sarà sentinella di legalità. Oggi, come in futuro. Restateci accanto.
GA
Giuseppe Valente Presidente Consorzio CE 4
Giuseppe Valente viene arrestato nel 2007 su provvedimento del gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distretturale Antimafia. Condannato a 5 anni e 4 mesi dalla IV Sezione della Corte di Appello di Napoli (Egli ha scelto il rito abbreviato) con le imputazioni di concorso esterno in associazione a delinquere, turbativa d’asta, truffa, corruzione ed abuso d’ufficio. Ha deciso di pentirsi durante i primi mesi del 2014. Nel Settembre dello stesso anno, i primi stralci dei verbali del pentimento sono stati pubblicati da giornali e siti web.
Michele Orsi Dirigente in pectore dell’ECO4
Michele Orsi, viene ucciso a 47 anni il 1 giugno 2008 a Casal di principe in un agguato di stampo camorristico a seguito del suo pentimento. L’uomo lascia una moglie e 4 figli. Subito le indagini si indirizzarpno verso Giuseppe Setola, quale leader del gruppo di fuoco dell’ala stragista dei casalesi.
Sergio Orsi Dirigente in pectore dell’ECO4
Sergio Orsi , fratello di Michele, verrà condannato in secondo grado a 4 anni e 2 mesi di carcere, accusato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo camorristico, turbativa d’asta, truffa, corruzione ed abuso d’ufficio.
Nicola Cosentino ex deputato Pdl
Nel novembre 2009, dai magistrati inquirenti fu inviata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l’esecuzione della custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione camorristica. Il testo del mandato di arresto riportava le seguenti motivazioni:
| < <Cosentino contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni ’90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale […] creando e co-gestendo monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali » |
Tuttavia la richiesta fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera.
A fine 2009 il pentito di Camorra Luigi Guida, detto O’ndrink, rilascia dichiarazioni ai magistrati in merito alla gestione della società Eco4. Guida rivela lo stretto rapporto e la corresponsabilità nello smaltimento abusivo di rifiuti tra Cosentino e i fratelli Sergio e Michele Orsi, collusi con la Camorra.
Il 15 marzo 2013 si è costituito presso il carcere napoletano di Secondigliano, dichiarando di non voler partecipare alle successive udienze del processo.
Il 26 luglio 2013 Cosentino lascia il carcere di Secondigliano, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere gli concede gli arresti domiciliari.
L’8 novembre 2013 Cosentino viene scarcerato su delibera del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Orazio Rossi
Nel 2014 l’ex-parlamentare, assieme ai fratelli Giovanni e Antonio, è indagato dalla Procura di Napoli per l’ipotesi di reato d’estorsione aggravata agito per agevolare il clan camorristico dei Casalesi. Gli viene contestato anche il reato di illecita concorrenza. Tra gli elementi di accusa agli atti dell’inchiesta figurano intercettazioni e dichiarazioni di pentiti. Giovanni è indagato ad estorsione aggravata agito per agevolare al clan dei Casalesi, anche Antonio, solo che quest’ultimo è indagato per illecita concorrenza. Il 3 aprile 2014 viene tratto in arresto, insieme ai fratelli, nell’ambito della stessa inchiesta (fonte wikipedia)
Mario Landolfi ex deputato Collegio Sessa-Mondragone
Nel 2007 l’imprenditore e pentito di Camorra Michele Orsi, gli rivolge diverse accuse, nell’ambito delle assunzioni nella nettezza urbana del comune di Mondragone. Landolfi viene indagato con l’accusa di corruzione e truffa, con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre
Il 15 maggio 2012 viene rinviato a giudizio dal Giudice dell’udienza preliminare Alessandra Ferrigno con le accuse di concorso in corruzione e truffa aggravate dall’avere agito per favorire il clan camorristico La Torre.
Nel 2014, il pentito Valente gli riversa nuove accuse tra cui quella di essere referente politico dell’Eco4. (wikipedia)
Lorenzo Di Iorio rinviato a giudizio ex art. 110 e 640 cpv e 61 cp, verrà prosciolto in Corte di Cassazione il 24\3\10 a causa della tardività del ricorso dell’ A.G. inquirente. Il ricorso del PM era stato presentato con un giorno di ritardo, ciò determinava la tardività e la inammisibilità e, dunque, il proscioglimento dell’imputato.
Vito Santilli Ex leader PPI e referente iniziale Ce4 nel territorio
Vito Santilli è ancora attivo in politica quale iscritto e inserito attivamente nel PD di Sessa Aurunca.
http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=600
http://fbechis.blogspot.it/2009_11_08_archive.html
http://www.comunedipignataro.it/modules.php?name=News&file=print&sid=5999
http://lecronachediferdinandoterlizzi.blogspot.it/2013/04/ilcuratore-della-egea-service-s_14.html
http://campania.peacelink.net/rifiuti/articles/art_2575.html
Indignazione nel territorio Aurunco: “regalata” una farmacia ad una lobby politica
http://www.liberainformazione.org/2009/12/12/oltre-setola-gli-affari-bipartisan-dei-rifiuti-in-campania/
http://espresso.repubblica.it/palazzo/2007/06/04/news/ecco-i-padrini-dei-rifiuti-1.3800
https://nardellamario.wordpress.com/tag/fallimento-egea-service/
http://lecronachediferdinandoterlizzi.blogspot.it/
http://pignataronews.myblog.it/2011/09/02/la-notte-dei-lunghi-coltelli-sotto-le-macerie-dell-eco-4-sal/
http://www.caiazzorinasce.net/2011/01/la-cassazione-conferma-nicola-cosentino.html
Relativamente a Sessa Aurunca, il rapporto con questa azienda termina