Sono rimasto emozionato ed orgoglioso alla notizia del 04 Novembre scorso, allorquando, Fabiola Gianotti, la scienziata italiana, è stata designata quale direttore del CERN di Ginevra.
Subito mi è ritornato in mente un momento speciale della mia vita…
Poco più di un anno fa, era il settembre 2013, un pomeriggio di sole autunnale terso e gradevole, in piazza XX settembre di Sessa Aurunca, giunsero, in visita al territorio aurunco, un gruppo di “vip” premiati dall’associazione L’Altra Italia, condotta da Gaetano Cerrito.
Tale visita alla nostra bella cittadina, fu voluta ed organizzata dall’Associazione-Movimento Generazione Aurunca con cui ho avuto sempre un bel rapporto di stima e condivisione.
I personaggi pubblici furono accolti dalle splendide esibizioni del Gruppo Folk l’Ariella e del Corteo Storico Marino Marzano.
Tra essi tutti ricorderanno Federico Moccia, Simona Izzo, Elisabetta Gardini, ma pochissimi Fabiola Gianotti.
Chi scrive, un insegnante liceale di matematica e fisica, che era lì solo per lei.
Perché?
Perché la Gianotti era la responsabile del rilevatore ATLAS del CERN nel luglio 2012, allorquando la comunità scientifica accertò, grazie al lavoro dello staff del CERN, la dimostrazione dell’esistenza del bosone di Higgs.
Farò una piccola digressione scientifica per far capire l’entità della scoperta della Gianotti
Secondo il Modello Standard (un quadro teorico che sistema ed ordina tutte le nostre conoscenze della fisica del mondo subatomico) esistono 12 particelle-materia, dette anche fermioni, che interagiscono fra loro scambiando 12 particelle-forza ( gli 8 gluoni per l’interazione nucleare forte, i bosoni W+ , W– e Z0 per la forza nucleare debole e il fotone per l’interazione elettromagnetica) dette anche bosoni.
In realtà alle particelle-forza va aggiunto il gravitone che dovrebbe essere il responsabile della forza gravitazionale ma deve essere ancora trovato sperimentalmente.
In ogni caso il motivo della diversa intensità delle diverse forze, secondo i principi della meccanica quantistica e della relatività, sta nella probabilità che le particelle hanno di scambiare bosoni ( legata ad un numero detto accoppiamento) e nella massa dei bosoni che scambiano.
Ebbene uno dei problemi principali che il modello standard ha subito dovuto affrontare è perché il fotone, i gluoni (e l’eventuale gravitone) hanno massa nulla mentre i bosoni W e Z hanno massa molto più grande di quella degli elettroni pur avendo accoppiamento confrontabile con quello del fotone.
Il fisico teorico Peter Higgs, ma altri fecero sempre nel 64 ipotesi analoghe, ipotizzò la presenza di un campo scalare che permea tutto (per cui tra l’altro non esiste il vuoto inteso come assenza totale di enti) dotato di energia anche se non è sollecitato e che, interagendo con le particelle, sottrae loro energia facendole rallentare.
Ma, dalla notissima equazione di Einstein E=mc2, perdere velocità equivale ad acquistare massa. Il punto è che, per meccanismi ancora da chiarire per bene, il campo di Higgs interagisce diversamente a seconda delle particelle (anzi con i fotoni non interagisce per nulla) ed è per questo che le particelle hanno massa diversa e alcune massa nulla. Bella, stupenda teoria! ma bisognava provarla sperimentalmente.
Dato che ogni campo si manifesta a noi attraverso perturbazioni che rileviamo come particelle, per provare il meccanismo di Higgs bastava trovare la particella corrispondente: il bosone di Higgs (detto enfaticamente particella di Dio perché appunto dà massa alle particelle e quindi le pone in essere).
Ebbene, dopo una ricerca durata circa 60 anni, fu proprio l’ATLAS supervisionato da Fabiola Gianotti a trovarla.
La Gianotti mi è subito apparsa una persona affabilissima, disposta a parlare con me (un numero che misura l’attendibilità statistica del risultato e che i fisici non accettano al di sotto di 5), della massa che dai suoi risultati doveva avere il bosone di Higgs come del mio modo di intendere l’insegnamento della fisica nelle scuole.
Ella parlò volentieri con il sottoscritto, lasciando trasparire una grande passione. mentre in Piazza Mercato si svolgevano me la manifestazioni di accoglienza ed ascoltò con pazienza (virtù di cui un fisico sperimentale non può essere sprovvisto) e interesse non fittizio.
Ma la cosa che mi colpì subito fu la sua umiltà: appena mi complimentai con lei ci tenne a sottolineare che era circondata da collaboratori stupendi e che la scoperta fatta era frutto del lavoro di tutti e vi garantisce che appariva assolutamente sincera.
La storia in realtà non è finita: oggi forse qualcuno in più sa di chi sto parlando perché l’enormità della sua scoperta (non so se il breve cenno alla particella di Higgs ha reso l’idea della sua importanza) ha portato al Nobel per la fisica a Peter Higgs (che dichiarò nel 2012 di essere sorpreso che la sua tesi fosse stata confermata prima della sua morte) ma anche alla nomina, non molto tempo fa, di direttore generale del CERN per Fabiola Gianotti!
Nei suoi sessanta anni e più di vita il CERN non aveva mai avuto un direttore donna. Semplicemente una donna speciale che ci rende orgogliosi di essere italiani!
Un esempio di talento, determinazione, professionalità, forza (apparentemente delicata ho letto che sa essere un ottimo capo che sa motivare e farsi seguire) che sicuramente farà un ottimo lavoro.
Da parte mia mi sento fortunato ad averla incontrata e riguardo la foto, che l’amico Alberto Verrengia ci ha fatto mentre parlavamo, con una certa emozione perché da sempre quelli sono per me i VIP ed è stata nelle nostre terre, accanto a me per un po’!
Prof. Giancarlo Palombo -per Generazione Aurunca
Fabiola Gianotti
Fabiola Gianotti e Giancarlo Palombo in Sessa Aurunca
Foto di gruppo con Gaetano Cerrito
Generazione Aurunca accoglie Fabiola Gianotti e tutti i Vip del Premio L’Altra Italia
http://www.repubblica.it/scienze/2014/11/04/news/gianotti_cern_ginevra-99726355/



