Romualdo per molti non aveva un cognome: era “Ro Conte” e basta.
Questa intensa ode su Romualdo, inviataci dall’amico Uccio Coiro, scrittore acuto e profondo dei sentimenti aurunci, fa riemergere forte e mai sopita la nostalgia per il personaggio che fu.
Indimenticabile per la sua galanteria, Romualdo si distinse per essere certamente uno dei più stimati Metre del territorio aurunco, vantando collaborazioni con i migliori Hotel e Ristoranti.
Egli viene ricordato, però, per il suo instancabile ruolo di promozione di ogni attività culturale, musicale, religiosa della sua amata Lauro. Fu un infaticabile” “Mastro di festa”, ma anche umile e appassionato collaboratore, Ro Conte, non disdegnò mai il sacrificio per la riuscita di ogni evento della sua cittadina.
Intramontabile fu la sua eleganza e galanteria verso il sesso femminile, la sua capacità di affascinare l’interlocutore con le storie della sua vita.
Egli, virtualmente, è stata chioccia e padrino dei gruppi Folk lauresi così come dei Ri Briganti Band.
Il destino beffardo, quanto coerente, fece si che Romualdo salì alla Casa del Padre, nella sua Lauro di Sessa durante una manifestazione, quelle tanto amate, quelle tanto vissute.
Una icona per tante generazioni, un amico di tutti, un ricordo indelebile.
Alberto Verrengia per Generazione Aurunca
Lauro, 30 Agosto 2012
Ecco a voi, i versi di Uccio Coiro:
ARO CONTE
Non la tuba, non il pastrano
Sempre quel borsello nella mano;
nobile lo fosti ma di cuore,
nell’amicizia gran signore;
per tutti serbavi un gran sorriso
anche col cuore di tristezza intriso;
vivesti amando la vita il ballo il canto,
un meriggio d,agosta tra la festa in allegria,
ci dicesti addio ed andasti via.
Io ti ricordo, Conte
E qua lo dico, un po’ mi manchi
Mio caro amico
(di Uccio Coiro)